Dalle stelle al marketing del territorio

Considerazioni a margine dell’investimento di Vodafone di un miliardo di euro per colmare il digital divide italiano.

L'importante annuncio di ieri fatto da Vodafone e relativo all'investimento
di oltre un miliardo di euro in infrastrutture per abilitare le aree rurali
e remote del paese o comunque afflitte da arretratezza infrastrutturale,
all'uso della banda larga radio, merita alcune riflessioni.

Prima: notevole che un investitore privato si faccia carico, ovviamente
avendo ben calcolato il Roi dell'operazione, di allineare una fetta,
ancorché minoritaria, di popolazione, alle capacità delle altre.

Seconda: Internet via radio, o se volete non via cavo, è talmente entrata
nelle vene che la si può portare anche a chi è apparentemente digiuno, senza
timore di trovarsi di fronte a crisi di rigetto. E su questo punto gli
smartphone, gli iPad e i tablet fanno bene da volano.

Terza: portare la banda larga in un territorio comunale di qualsivoglia
dimensioni, latitudine, orografia, a un investitore privato costa 1 milione
di euro (conto semplice: Vodafone mette sul piatto un miliardo per abilitare
mille comuni). Cifra da cui si evince che in fatto di giro di affari a un
operatore di Tlc, nel medio-lungo periodo un comune può fruttare ben più di
un miliardo.

Quarto: portare la rete fissa larga nelle zone più impervie del Paese, o
anche semplicemente meno popolate, costa evidentemente di più.

Non averlo fatto sinora è stata una scelta economica che Vodafone rimette in
discussione.
Perché anche i pochi residenti che accedono alla banda larga,
presumibilmente con strumenti mobili, lo fanno sia quando sono nel loro
territorio, sia quando si spostano. Metterli in condizione significa
fidelizzarli.

Quindi quella di Vodafone è sì una scelta infrastrutturale, ma anche di Crm
essenziale, di base.
Nelle zone rurali e montane, di notte si vedono le stelle a occhio nudo,
mentre nelle metropoli alle prese con la fibra, no. E in quelle zone
continueranno a vedersi, anche con la banda larga mobile.
Accadrà allora che azzerato il digital divide cambieranno le prospettive in
fatto di marketing del territorio?

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