Dal fisico al digitale e ritorno: intervista a Phil Libin, CEO di Evernote

Sinergia con l’italiana Moleskine, uno sguardo ai prodotti di lusso e poi il lancio del negozio online Evernote Market, dapprima solo negli USA e presto anche nel resto del mondo Italia compresa. Evernote è una di quelle aziende nate tutte digitali nella nuvola che hanno fatto il percorso indietro e sono tornate agli oggetti materiali. In particolare: lo scanner Wi-Fi da 500 dollari già configurato per lavorare con un account Evernote, una edizione speciale della Jot Script (la penna capacitiva a punta ultrasottile di Adonit, scelta anche da Adobe per il suo primo prodotto hardware), zaini e custodie MacBook di Côte&Ciel, una bella borsa commuter e un mini-portafogli di abrAsus, thermos S’well, ebook su Evernote e serie speciali di Post-It pretaggati per scansioni rapide. Senza contare gli immancabili calzini di Wiederholt, un prodotto ormai mitico nato da una specie di scherzo del CEO Phil Libin. Che spiega ad Applicando: “Abbiamo iniziato con un servizio freemium: gratuito per tutti ma se si vogliono opzioni in più si paga un abbonamento”.

E quindi come vanno gli affari?
Bene. Evernote Premium è stato lanciato nel giugno 2008: ha prodotto il primo milione di dollari dopo 16 mesi. Poi abbiamo fatto lo stesso ma per il mercato delle aziende: Evernote Business è nato a dicembre 2012 e ha prodotto il primo milione in 5 mesi. Infine, a settembre 2013 abbiamo lanciato Evernote Market per vendere beni materiali, e il primo milione è arrivato dopo meno di un mese.

Come mai uno store di prodotti fisici?
La nostra scoperta del mondo fisico la dobbiamo a voi italiani: abbiamo iniziato a collaborare un paio di anni fa con Moleskine e questa è stata la chiave per riflettere sul fatto che digitale e fisico è la stessa cosa. Poi collaboriamo con alcuni carrier telefonici, come la spagnola Telefonica e la giapponese NTT Docomo. Infine, abbiamo creato una rete in Cina, con server duplicati per fornire connettività a quel paese che per noi sta letteralmente esplodendo: otto milioni di utenti, il secondo mercato nazionale dopo gli USA, e cresce ancora.

Vi sentite un’azienda americana?
Solo il 25% dei nostri clienti complessivi è negli USA. Ci pensiamo azienda globale, che vende gli stessi prodotti in tutti i paesi. Per il Market dobbiamo solo gestire il problema di logistica per la distribuzione in Europa, ma sarà identico. Non distinguiamo tra parti del mondo come non distinguiamo tra hardware e software o tra clienti consumer e business: il servizio che forniamo e gli strumenti sono internazionali e uguali per tutti, cambia solo la modalità di erogazione e le funzionalità connesse al tipo di licenza.

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