
Strategie
Dal dispositivo all’utente, cambia la sicurezza aziendale di Kaspersky
11 Novembre 2011
“A livello mondiale, in un anno le perdite per il cybercrime ammontano a un valore pari a 10 volte il budget speso per la sicurezza. Rapportato a una media impresa, questo significa una perdita di circa 1.800 dollari a postazione”. A fornire questi dati è Eugene Buyakin, chief operating officer di Kaspersky Lab, il quale fa però notare che la situazione è destinata a peggiorare, in quanto si sta affermando un nuovo e importante trend: gli attacchi verso i prodotti mobili e il cloud.
Posto che è impossibile fermare quella che è diventata una vera e propria attività criminosa, bisogna trovare un modo per innalzare delle barriere che non lascino spiragli ai malintenzionati e che limitino al massimo i potenziali danni. La ricetta proposta da Kaspersky, per altro condivisa anche da altri operatori del mondo della security, è di passare dal tradizionale approccio alla sicurezza computer-centrico a uno nuovo, user-centrico. “Oggi - afferma Buyakin - la protezione deve considerare il fatto che un utente non è più attaccabile solo tramite il suo computer ma anche attraverso una serie di dispositivi che usa quotidianamente per accedere a Internet o alla rete aziendale. Questo ha un rilevante impatto sulla sicurezza endpoint, perché non si può più fare affidamento su un'unica soluzione in grado di bloccare tutti i tipi di attacchi. Serve invece un cocktail intelligente di prodotti che permettano di proteggere piattaforme differenti e il cloud”.
Questo nuovo panorama ha indotto Kaspersky a rivedere in toto la sua offerta per il segmento business e a sviluppare due nuove soluzioni pensate proprio per offrire una sicurezza orientata all'utente e non più al device. I prodotti che, per usare le parole di Randy Drawas, senior vice president marketing operation dell'azienda, “daranno una svolta al business Kaspersky nel mercato B2B”, sono Endpoint Security 8 e Security Center 9.0.
Al primo è devoluta la protezione delle minacce, che viene messa in atto (sia a livello di applicazione sia di device) attraverso i moduli antivirus, web filtering e firewall. Al secondo compete invece il ruolo di semplificare e centralizzare la gestione e il deployment della sicurezza sia sui sistemi aziendali sia sui dispositivi che vi possono accedere. Si tratta di soluzioni scalabili in grado di supportare la virtualizzazione.
“In una nostra recente analisi, che ha avuto come campione 1.300 senior It manager di altrettante imprese, abbiamo scoperto che il 60% delle società negli ultimi 12 mesi è stato colpito da malware e un terzo ha perso i propri dati - sostiene il Ceo dell'azienda di sicurezza russa Eugene Kaspersky -. Siamo di fronte a una minaccia reale che deve poter essere contrastata con strumenti flessibili, in grado di adattarsi a ogni evoluzione dell'It aziendale”. E tali strumenti potrebbero appunto essere Endpoint Security 8 e Security Center 9.0.
Kaspersky è molto fiduciosa sia della qualità delle proprie soluzioni sia del risultato che potrà ottenere nel mondo business grazie all'aiuto dei propri partner. Tuttavia, avrà sicuramente un po' da lavorare per mostrare al B2B che è “più corporate di Symantec”, come afferma Buyakin.
SearchCIO
SearchNetworking
SearchSecurity
01net.CIO




































Rss