D-link: «Sorveglianza Ip, business del 2010»

La filiale italiana ha chiuso il 2009 con una crescita pari al 24% sul 2008, grande il contributo dei partner a valore, mentre l’offerta del vendor si arricchisce con sistemi di videosorveglianza su Ip

Un 2010 all'insegna dell'Ip Surveillance, ossia del passaggio dalla videosorveglianza tradizionale a quella su rete Ip, un segmento di mercato che sarà in grado di garantire non solo nuovi spazi di business, ma anche buone marginalità.
È questa la scommessa tecnologica di D-Link per il prossimo anno, che dovrebbe vedere questo segmento di business arrivare a cubare addirittura il 10% del fatturato della filiale italiana.

«Nel 2010 - ha puntualizzato Stefano Nordio, vice presidente di D-Link sud-Europa - lanceremo in Italia 22 nuove soluzioni, andando a rinfoltire un'offerta che oggi conta solo sei prodotti. Negli Stati Uniti e in Asia questi sistemi sono già a listino, ma secondo le indicazioni di alcuni analisti sarà il 2010 l'anno della vera crescita di questo segmento, avvantaggiato dalle  funzionalità avanzate che le soluzioni di Ip Surveillance sono in grado di garantire rispetto a una videosorveglianza tradizionale, il tutto a un costo decisamente inferiore».

Come tutti i nuovi segmenti di business occorrerà, però, far crescere la professionalità di chi va a operare in questo settore, oggi presidiato dagli elettricisti. «Questo tipo di sistemi - ha sottolineato Nordio - richiede competenze di ingegneria di rete e deve essere supportato adeguatamente sia nella prevendita che nel postvendita, uno scenario che offre agli operatori di mercato buone marginalità», ulteriormente garantite da D-Link, che per spingere il canale a investire in competenze è disposta inizialmente a soffrire sulla propria profittabilità.

I sistemi di Ip Surveillance andranno a sommarsi a segmenti di business più tradizionali per le attività del vendor taiwanese, come lo switching, il wireless, il broadband e lo storage, quattro pilastri che, anche in un anno di crisi come il 2009, hanno fatto registrare alla filiale italiana del vendor un incremento di fatturato del 24% rispetto al 2008.
«Per affrontare le difficoltà di quest'anno abbiamo operato, naturalmente, una riduzione dei costi operativi - ha continuato Nordio - introducendo politiche di austerity, ma non abbiamo avviato nessuna riduzione di personale, anzi abbiamo incrementato le risorse attive sul territorio».

A registrare performance particolarmente positive hanno contribuito un po' tutti i segmenti di mercato in cui opera il vendor taiwanese «con l'eccezione della distribuzione (ferma a un +10% - ndr) - ha continuato il manager - forse per l'incapacità di rinnovarsi come il mercato richiederebbe».
Ha, invece, messo a segno una crescita del 38-39% sul 2008 il segmento retail dedicato al consumer, un risultato ottenuto anche in seguito ai nuovi accordi siglati con Euronics e Trony, che hanno permesso di raggiungere una maggiore prossimità all'utente.

«Un altro segmento di business importante per volumi e valore - ha continuato Nordio - è stato quello delle telco. I principali carrier nazionali hanno fatto registrare, infatti, una crescita del 40%, riconoscendoci un ruolo importante nella diffusione del broadband e della adsl e affidandoci un significativo business nelle attività di postvendita».

Altro settore dallo sviluppo importante si è dimostrato, poi, quello costituito dalle business solutions, attorno alle quali il vendor ha tessuto una rete a valore di un migliaio di partner. «Il network garantisce una presenza capillare sul territorio - ha continuato il manager - erogando servizi dall'elevata professionalità grazie a percorsi formativi approfonditi e a un contatto diretto con noi». Un'impostazione di go-to-market che ha permesso a D-Link di acquisire importanti referenze nella Sanità, un settore dagli investimenti in costante e forte crescita.

Per quanto riguarda l'anno prossimo, le stime (prudenti) del manager ipotizzano una crescita del giro d'affari pari al 14% sui risultati 2009.

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