Cumulabilità del bonus per la riqualificazione energetica

L’Agenzia delle Entrate si pronuncia contro la cumulabilità del bonus introdotto dalla Finanziaria 2007 con altre agevolazioni nazionali o regionali a favore delle stesse categorie di intervento.

Semaforo rosso del Fisco alla possibilità di cumulare il bonus per la riqualificazione energetica sui fabbricati con altre agevolazioni, a carattere nazionale o regionale, che abbiano come obiettivo il sostegno ai medesimi interventi. A chiarirlo è stata la recente risoluzione 3/10 dell’Agenzia delle Entrate, che si è espressa su apposito interpello proposto dalla Regione Piemonte.
La Regione, infatti, ha adottato, esclusivamente per gli immobili ubicati sul proprio territorio, un incentivo dalle finalità a tratti speculari a quelle previste, sull’intero territorio nazionale, dall’articolo 1, commi 344 e seguenti, della Finanziaria 2007 che, come noto, attribuisce una detrazione d’imposta pari al 55% del monte spese sostenuto dai contribuenti e finalizzate al miglioramento delle caratteristiche energetiche degli edifici.

I contenuti del bonus
Come detto, il bonus introdotto dalla legge 296/06 consiste nel riconoscimento di una detrazione d’imposta, nella misura del 55% delle spese sostenute fino a tutto il 2010, da ripartire in cinque rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti.
L’agevolazione è fruibile tanto da persone fisiche che da persone giuridiche ed è riconosciuta a fronte di interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardano, in particolare, le spese sostenute per:
• la riduzione del fabbisogno energetico (per il riscaldamento, il raffreddamento, la ventilazione, l’illuminazione);
• il miglioramento termico dell’edificio (finestre, comprensive di infissi, coibentazioni pavimenti);
• l’installazione di pannelli solari;
• la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
L’agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. La somma eventualmente eccedente non può essere chiesta a rimborso. Ritornando ai limiti di applicabilità per tipologia di intervento, la norma prevede tali paletti:
1. riqualificazione energetica di edifici esistenti: 100.000 euro (55% di 181.818,18 euro);
2. involucro edifici (pareti, finestre, compresi gli infissi, su edifici esistenti): 60.000 euro (55% di 109.090,90 euro);
3. installazione di pannelli solari: 60.000 euro (55% di 109.090,90 euro);
4. sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione): 30.000 euro (55% di 54.545,45 euro).
Per quanto riguarda i pannelli solari, danno diritto all’agevolazione del 55% solo quelli finalizzati alla produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Resterebbero esclusi, quindi, quelli finalizzati alla produzione di energia elettrica. Tuttavia, tale ulteriore categoria rientra nel novero delle spese agevolate ai sensi del Dlgs 387/03 per l’ottenimento della c.d. tariffa incentivante per la produzione di energia elettrica.
In ogni caso, la posa di pannelli fotovoltaici, sempre che l’intervento consenta il rispetto dei requisiti termici richiesti, rientra a pieno titolo fra le spese sostenute per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. In tal caso, il costo dell’impianto fotovoltaico sarà interessato dalla tariffa incentivante, mentre gli altri costi correlati alla realizzazione del tetto sul quale sono posati potranno beneficare della detrazione del 55%.
Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) residenziali esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale).
Quanto a specifiche tipologie di intervento, la norma impone che gli edifici presentino particolari caratteristiche quali, ad esempio:
• essere già dotati di impianto di riscaldamento, presente anche negli ambienti oggetto dell’intervento, per quanto concerne tutti gli interventi agevolabili, ad eccezione della installazione dei pannelli solari;
• nelle ristrutturazioni per le quali è previsto il frazionamento dell’unità immobiliare, con conseguente aumento del numero delle stesse, il beneficio è compatibile unicamente con la realizzazione di un impianto termico centralizzato a servizio delle suddette unità;
• nel caso di ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione si può accedere all’incentivo solo nel caso di fedele ricostruzione, ravvisando nelle altre fattispecie il concetto di nuova costruzione. Restano quindi esclusi gli interventi relativi ai lavori di ampliamento.

Cumulabilità del beneficio
La detrazione d’imposta del 55% non è cumulabile con altre agevolazioni previste per gli stessi interventi (come, ad esempio, la detrazione del 36% per il recupero del patrimonio edilizio). Nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni per il risparmio energetico sia in quelle per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potrà scegliere solo uno dei due benefici fiscali.
La detrazione del 55%, inoltre, non è cumulabile con il premio per impianti fotovoltaici abbinati ad uso efficiente dell’energia di cui all’art. 7 del Dm 19 febbraio 2007 concernente il Conto Energia (Dm 6 agosto 2009).
Anche sulla possibilità di cumulo con l’incentivo previsto dalla regione Piemonte, il Fisco si è espresso in senso negativo
. L’orientamento dell’amministrazione finanziaria è motivato sulla scorta di analoga presa di posizione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, secondo cui risulta negata la possibilità di fruire di più agevolazioni riguardanti le medesime finalità di risparmio energetico a valere su di uno stesso intervento di riqualificazione predisposto dal soggetto beneficiario. In tali termini, invero, si esprime il comma 3 dell’art. 6 del Dl 115/08, secondo cui “a decorrere dal 1° gennaio 2009 gli strumenti di incentivazione di ogni natura attivati dallo Stato per la promozione dell’efficienza energetica, non sono cumulabili con ulteriori contributi comunitari, regionali o locali, fatta salva la possibilità di cumulo con i certificati bianchi e fatto salvo quanto previsto dal comma 4”.
A tal proposito, lo stesso dicastero si è espresso chiarendo che anche la detrazione del 55% è opportunamente riconducibile fra gli strumenti di incentivazione previsti dalla menzionata normativa, con la conseguenza che anche le provvidenze disposte dalla legge 296/06 risultano non cumulabili con eventuali altri incentivi riconosciuti, per i medesimi interventi, dalle Regioni o dagli enti locali.
Tuttavia, evidenzia la Regione Piemonte nella sua istanza, l’agevolazione nazionale presenterebbe dei caratteri non perfettamente sovrapponibili a quelli che contraddistinguono l’incentivo previsto a livello locale dalla stessa Regione. Il bonus del 55%, infatti, attribuisce una detrazione d’imposta strettamente collegata alle spese sostenute dal contribuente. L’agevolazione regionale, di contro, si limiterebbe al riconoscimento di finanziamenti agevolati (erogati tramite fondo rotativo) e all’attribuzione di contributi in conto interessi finalizzati ad abbattere l’incidenza degli oneri finanziari correlati ai finanziamenti bancari accesi per il sostenimento degli interventi di riqualificazione. In aggiunta, la norma regionale dispone anche l’intervento della Regione allo scopo di fornire garanzie agli istituti bancari coinvolti nel finanziamento dei soggetti realizzatori degli interventi agevolati. In pratica, mentre l’agevolazione nazionale interviene direttamente in abbattimento (attraverso la detrazione d’imposta) delle spese sostenute dal contribuente per effettuare gli interventi di riqualificazione energetica, la norma regionale del Piemonte si concentra sull’obiettivo di facilitare l’accesso, da parte dei contribuenti medesimi, alle risorse finanziare necessarie all’implementazione di detti interventi. Ciò nonostante, tanto il Ministero per lo Sviluppo Economico che l’Agenzia delle Entrate hanno propenso per un’interpretazione restrittiva del vincolo normativo imposto dal richiamato Dl 115/08, sostenendo che lo stesso deve intendersi tale da interessare ogni provvedimento a favore del contribuente, tanto in forma diretta quanto sotto forma di copertura di una quota parte del capitale e degli interessi.
Al contribuente, pertanto, non resta che scegliere una ed una soltanto delle due agevolazioni esaminate. A tal punto, considerato che la detrazione d’imposta del 55% agisce in diretta diminuzione del costo totale degli interventi sopportato dal contribuente, mentre quella regionale si limita a facilitare l’accesso alle risorse necessarie per implementare gli stessi, appare evidente come, a conti fatti, il bonus nazionale presenti dei profili di interesse di gran lunga superiori a quelli contemplati dalla norma regionale che, in tal modo, perde ogni possibile appeal.

Comunicazione dell’avvio dei lavori
L’articolo 29, comma 6, del Dl 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, ha introdotto l’obbligo di invio di un’apposita comunicazione da parte dei contribuenti che intendono fruire della detrazione d’imposta del 55%. È bene chiarirlo, si tratta di una comunicazione e non di una istanza di riconoscimento.
Con il successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 6 maggio 2009, è stato approvato il modello di comunicazione per lavori concernenti gli interventi di riqualificazione energetica che proseguono oltre il periodo d’imposta.
Tale modello deve essere utilizzato:
• dai contribuenti che intendono fruire della detrazione d’imposta del 55% per comunicare le spese sostenute nei periodi d’imposta precedenti a quello in cui i lavori sono terminati con riferimento ai soli lavori che proseguono oltre il periodo d’imposta;
• per comunicare le spese sostenute nel 2009 e negli anni successivi.
Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21 dicembre 2009 ha approvato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello di comunicazione per lavori concernenti gli interventi di riqualificazione energetica che proseguono oltre il periodo d’imposta.
Il software, necessario per l’invio telematico del modello, è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
La comunicazione, che riguarda le spese sostenute nei periodi d’imposta precedenti a quello in cui i lavori sono terminati, dovrà essere inviata all’Agenzia delle entrate, esclusivamente in via telematica, entro il 31 marzo 2010, indicando le spese sostenute nel 2009, qualora i lavori non siano già terminati entro il 31 dicembre 2009.
La comunicazione non deve essere inviata nel caso di lavori iniziati e conclusi nel medesimo periodo d’imposta, né con riferimento ai periodi d’imposta in cui non sono state sostenute spese. In ogni caso, i contribuenti che intendono avvalersi della detrazione sono comunque tenuti a trasmettere all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori, i dati relativi agli interventi effettuati attraverso il sito internet http://efficienzaenergetica.acs.enea.it.

(per maggiori approfondimenti vedi Finanziamenti e credito, Novecento Media)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here