Cresce l’interesse per la security da parte delle aziende italiane

Cresce in Italia la domanda di sicurezza in ambito
It e gli investimenti in tale direzione, specie da parte delle public utilities
e della Pa. Lo sostiene Idc che di recente ha condotto un’analisi tra aziende e
istituzioni pubbliche italiane nei segmenti della sicurezza It, della business
continuity, ma anche della sicurezza fisica, di rete e delle
infrastrutture.
Nonostante la crisi economica che ha investito Stati Uniti ed
Europa a partire dall’ultimo trimestre 2000, e dell’ulteriore scivolone
prodottosi dopo i fatti dello scorso 11 settembre, la società di ricerca
americana sembra non avere dubbi. Da qui al 2005, la domanda di soluzioni e
servizi per la sicurezza nel nostro Paese è destinata ad aumentare a una media
superiore al 40% all’anno, per un valore complessivo – tra hardware, software e
servizi It – di circa 1,5 miliardi di dollari. Dei tre comparti nominati, quello
hardware e delle applicazioni software in ambito security sono destinati,
secondo Idc, a superare – nei prossimi tre anni – quello dei servizi.
Nella
sua indagine, la società di ricerca sottolinea inoltre come appaia unanime, da
parte degli interpellati, il giudizio su Internet come la principale causa dei
rischi derivanti dalla crescente apertura dei sistemi informativi e delle reti
verso l’esterno.
A tale scopo, la società statunitense sottolinea la
necessità di un’integrazione sempre più stretta delle soluzioni di security in
un’unica piattaforma multifunzionale, la strutturazione di un presidio di
security aziendale, l’adozione di sistemi ad hoc quali firme e certificati
digitali, crittografia e biometria. E, intanto, oltre agli investimenti in
soluzioni It, come antivirus, server sicuri e firewall, si affiancheranno sempre
di più servizi a valore aggiunto come l’housing e l’hosting offerti in
outsourcig dai service provider.


 

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