Magento, chiamata food per l’ecommerce tricolore

Che l’ecommerce tricolore abbia fame di “community event” lo dicono i numeri di Meet Magento Italy 2016, unica tappa italiana del principale evento dedicato alla piattaforma Magento e al mondo dell’ecommerce che, a tre anni dalla prima edizione del 2014, ha incrementato del 40% il numero dei partecipanti, superando quota 450 presenze, tra fornitori di hosting, cloud provider, agenzie, system integrator, servizi di customer care e servizi di pagamento digitali.
Abbiamo chiesto a Diego Semenzato, CEO di Webformat, rappresentante in esclusiva di MeetMagento in Italia, di dettagliare meglio una voglia di “fare sistema” tra le pieghe di un giro d’affari nel panorama digitale italiano che, i dati del Consorzio Netcomm, riferiti al 2015, cristallizzano in un giro di affari pari a 16,6 milioni di euro, in crescita del 16% rispetto all’esercizio precedente.

Focus su marketplace, omnicanalità ed ecommerce per la GDO

Ne esce un quadro in cui i principali trend globali identificati nella due giorni di evento riguardano marketplace, strategie omnichannel ed ecommerce per la Grande Distribuzione Organizzata, «a nostro avviso – ci spiega Semenzato – il nuovo trend per questo 2016 in corso», che torna a porre il software open source per il commercio elettronico Magento al centro.
Se la vendita tramite marketplace ottimizza, infatti, la ricerca del prodotto per il consumatore finale, consentendo di raggiungere un numero di utenti molto più vasto, altrettanto si può dire per le vendite online che utilizzano una strategia multicanale, e che prevedono una presenza sui marketplace.
Stando ai dati aheadWorks reserach, infatti, nel 2015, sono stati 56,8 i milioni di ordini totali dall’applicazione M2E, la tecnologia più utilizzata per collegare Magento ai marketplace, e ben 82mila i download da Magento Connect, per un volume totale di vendita di 2,13 miliardi di euro.
Da qui lo spunto per affermare come, sempre grazie all’ausilio di Magento, sia possibile creare supermercati digitali per la vendita online anche dei prodotti freschi offrendo una grande opportunità per il nostro Made in Italy.

Perché un ecommerce su tre, nel mondo, usa Magento

Pensato per coloro che vogliono «entrare in contatto con personale altamente qualificato e scoprire, imparare e fare un passo in avanti con il proprio business», l’evento organizzato da Webformat si propone, infatti, di «supportare attivamente i merchant, senza trascurare il lato tech dedicato ad agenzie e sviluppatori suggerendo, in primis – precisa Semenzato –, quali sono le strategie attuali più efficaci per raggiungere i propri obiettivi focalizzando l’attenzione sui plus individuati a livello internazionale».
Il tutto avendo come base di partenza Magento, una piattaforma opensource per la realizzazione di ecommerce omnichannel, multistore e multibrand per gestire milioni di vendite e milioni di prodotti a catalogo.
«Nel mondo – dettaglia il nostro interlocutore – l’hanno già scelta oltre 250mila shop online puntando su totale personalizzazione e scalabilità ma anche sull’ecosistema che vi ruota attorno e che è fatto da migliaia di sviluppatori, agenzie, fornitori che quotidianamente lavorano per rendere questa piattaforma un prodotto di qualità».

Non basta essere online per fare ecommerce

Consapevole che vendere online è un’attività economica complessa, con tutta una serie di specificità da considerare, Webformat supporta i brand che desiderano integrare l’ecommerce in modo serio e organizzato.
In questo Semenzato è cristallino: «Non basta creare un sito per poter vendere. Bisogna definire una strategia di business chiara ed efficace e affidarsi a qualcuno in grado di gestire ogni singolo aspetto del progetto: dalla creazione del business plan per attività online alla pianificazione e organizzazione delle risorse, dall’implementazione della piattaforma con personale certificato, fino alla misurazione costante dei risultati».
Non a caso, tra i temi di interesse nella due giorni studiata per lo scambio di best practice a livello di network, anche le live chat come servizio di customer experience.

 

 

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