Come l’intelligenza artificiale cambierà lo storage

Molti fornitori di storage stanno traendo vantaggio dai miglioramenti dei supporti flash, ma i reali benefici arriveranno dall’utilizzo di intelligenza artificiale e machine learning per dare una vera spinta alle performance e scalare al minor costo possibile.

Le imprese devono investire in solide soluzioni storage per assicurarsi il successo sul lungo termine, secondo Donato Ceccomancini, Sales Manager Italy di Infinidat, per il quale solamente le soluzioni hybrid flash che si avvalgono di intelligenza artificiale e machine learning saranno in grado di ridurre i rischi e aumentare prestazioni e affidabilità.

Lo storage flash è ultimamente una scelta di alcuni perché gli avanzamenti tecnologici ne hanno parzialmente ampliato le capacità e ridotto i costi.

Pensiamo all’emergente adozione di NVMe (non-volatile memory express). In un rapporto del 2017 sullo storage flash, la società di ricerca Enterprise Strategy Group (ESG) anticipava lo sviluppo delle implementazioni NVMe-based nel comparto storage e ne prevedeva il superamento delle tecnologie tradizionali flash.

Siamo dunque in un momento del mercato in cui nuovi protocolli sono pensati per dare vita a nuove funzionalità e migliorare le performance, la domanda che sorge spontanea è se esiste un approccio alternativo che riesca a garantire le stesse performance e una maggiore affidabilità delle soluzioni più costose ma a costi molto più contenuti.

Mentre nuove tecnologie favoriscono la riduzione dei costi, quelle flash sono ancora dispendiose e le NVMe lo sono in particolare.

Secondo dati resi disponibili da analisti di mercato, la tecnologia flash è nove volte più cara rispetto a quella fatta da dischi rotanti, un fatto che impedisce alle aziende di sfruttare in massa questa tecnologia per lo storage multi-petabyte e rallentando la crescita del mercato flash.

Per risolvere questa situazione, gli storage provider innovativi si stanno orientando su soluzioni e tecnologie software basate su algoritmi di intelligenza artificiale e di machine learning, riuscendo così a disaccoppiare la capacità storage dalla tipologia di media, ottimizzando prestazioni e costi.

Dati generati dal business

Rendere lo storage multi-petabyte (con alte prestazioni e alte affidabilità) più economico permetterà alle organizzazioni di varare progetti data-driven che a loro volta favoriranno l’innovazione aziendale.

Ma le innovazioni tecnologiche alimenteranno anche un aumento esponenziale nella domanda di data storage con dati destrutturati.

La novità è che mentre nell’ultimo decennio questa crescita è stata fondamentalmente guidata dalla nascita dei social media, nei prossimi dieci anni la crescita sarà alimentata da dati generati dal business, in particolare dall’interazione tra Internet of Things e analisi real-time oltre agli investimenti che le aziende fanno in ambito della cybersecurity per l’identificazione e la prevenzione in tempo reale degli attacchi.

Sempre secondo Ceccomancini la crescita esponenziale di dati, specialmente quelli destrutturati, coinvolgerà ogni mercato verticale, e servirà avere un approccio innovativo e rivoluzionario allo storage che, sfruttando tecnologie e algoritmi di intelligenza artificiale e di machine learning permette ai cliente di sostenere la loro crescita dei dati traendone il massimo vantaggio.

 

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