Cloud: in Europa se ne parla, ma lo si usa poco

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Analisi –

Un’analisi di Ipsos per Bsa evidenzia che il cloud è ancora scarsamente utilizzato in Europa e in prevalenza per applicazioni di tipo privato. La marcia in più di Grecia e Romania.

Non ci sono dati specifici relativi all’Italia nell’ultima indagine realizzata da Ipsos Public Affairs per Bsa sul cloud computing, nondimeno i risultati meritano una citazione e una riflessione sulla situazione in essere.

La ricerca puntava infatti ad analizzare il livello di percezione, conoscenza e utilizzo del cloud a livello europeo, interpellando un panel di 4.000 utilizzatori in nove Paesi diversi: Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Regno Unito, Romania e Ungheria.

Nonostante da tempo il ”sentiment” accreditino il cloud come una delle tecnologie a maggiore crescita, solo il 24% degli interpellati in occasione dell’indagine sostiene di accedere ad applicazioni cloud, dalla mail agli strumenti di produttività, contro una media mondiale di 10 punti superiore.
Non solo.
Nell’86% dei casi, si parla di utilizzo per impieghi privati, e per lo più con servizi gratuiti, mentre solo il 29% degli utilizzatori se ne serve per business, anche in questo caso al di sotto di una media mondiale attestata al 33%.
Email, wordprocessing e applicazioni per foto e gaming sono le più utilizzate, con una netta prevalenza dell’email attestata al 79% degli utenti.

Il dato preoccupante, tuttavia, è un altro: il 65% dei 4.000 dichiara di non avere familiarità con il concetto di cloud, fino all’estremo di chi addirittura sostiene di non averne mai sentito parlare.
Su questo aspetto pone forte l’accento Bsa, sottolineando che proprio dal cloud ci si aspettano benefici per l’intera economia europea e che il non averne percezione significa non poter trarre vantaggio dalle opportunità che il cloud porta con sé.

La situazione non è uniforme in tutta la regione: lo scostamento tra Regno Unito e Francia, in termini di adozione, è importante e oscilla dal 28% in Uk al 10% in Francia.
Singolare, tuttavia, che Paesi come Grecia e Romania mostrino tassi di penetrazione anche superiori alla media della regione, collocandosi al 24% la Grecia e addirittura al 39% la Romania.
In questo caso, secondo Bsa, il ritardo infrastrutturale che ha penalizzato in passato alcuni Paesi, si sta trasformando in opportunità, dal momento che le tecnologie ora introdotte sono già di generazione recente.

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