Cina vicina e forse anche amica

La cessione dei pc Ibm a Lenovo indica una via per le aziende che vogliono controllare e non demonizzare il “nemico” orientale.

Il botto è arrivato a fine anno, con il passaggio del business pc di Ibm
ai cinesi di Lenovo.
L'operazione ha segnato un 2004 molto meno statico di
quello che potrebbe sembrare, se si tenesse conto solo dei numeri.
I quali,
almeno per l'informatica, restano negativi quasi solo per l'Italia, mentre sia
in Europa che, soprattutto, nel resto del mondo, danno il segno di una ripresa
già avviata.
Il mercato pc è quello che sta mostrando i mutamenti di
scenario più palpabili, segno di una commoditizzazione dello strumento sempre
più evidente.
Big Blue ha ricavato il 13% del suo fatturato in quest'area,
che però pesa per meno dell'1% sui profitti totali.
La cessione, al di là
del cash incamerato, dovrebbe far migliorare la redditività complessiva e aprire
alla Numero Uno mondiale le porte del più che promettente mercato cinese.

Invece di demonizzare il nemico, insomma, conviene trattarci, preservando il
primato sull'innovazione, ma cedendo la attività di base a chi ha i mezzi e le
condizioni per poterle gestire.
Una strada interessante anche per molte
realtà industriali del nostro Paese.

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