Ci rivedremo a Bretton Woods

Riflessioni amare sull’inconsapevolezza. Internet costa, ma non la paghiamo: ci sarà un motivo per attirarci on-line.

Qualcuno l'aveva detto: l'unica possibilità di business di Facebook sarebbe stata la creazione di una moneta virtuale, convertibile con quella reale, per acquisti prevalentemente nel mondo reale. Probabilmente la profezia si verificherà; se non proprio quella, una sua versione, magari anche più spietata.

D'altronde di fatto i mondi virtuali generano reddito solo provvisoriamente (che ne è di loghi e suonerie?), poi devono venire nel mondo reale. Quanti Linden dollar (valuta di Second Life)avete oggi? E monete di World of Warcraft?

Eppure l'idea generale resta la stessa: acquisire credito e battere moneta. Così fanno di tanto in tanto, senza scomodare Internet, molte organizzazioni, creando monete locali.
A Roma ce n'è almeno una, fino a pochi mesi fa regolarmente circolante nel quartiere di Trastevere, valida presso alcuni ristoranti e pizzerie. Non ci sono derivati, speculazioni, agenzie di rating. Ma non ci sono neanche tasse, regole, accordi, occupazione.

Oggi, grazie alla non tracciabilità fiscale di Internet, esistono molti altri sistemi fuori dalle regole, osannati nonostante da controllare con attenzione, quali vendita di e-book, modelli di oggetti 3D; più in alto, crowdfunding e microcredito.

Ci rendiamo conto di proporre invettive generiche, ma resta il fatto che la gente non sembra rendersi conto di come si genera il valore reale di una valuta e del perché ci siano delle regole. Ogni scorciatoia alle regole, tutte le regole, è di fatto un pagamento in nero fatto pesare sul resto del mondo.

Qualche tempo fa una nostra amica a suo dire giornalista non riusciva a tradurre in italiano corrente l'articolo di un anziano professore, a suo dire economista. L'articolo si basava su una visione catastrofica della finanza (una delle tante possibili) e girava intorno ad un punto fondamentale: l'accordo di Bretton Woods (1944), che nell'articolo era appena appena citato ma come metafora della sua sospensione (1971). Non era esattamente una cosa semplice: la fine della convertibilità in oro del dollaro e quindi delle altre valute.

Si può essere giornalisti e non conoscere Bretton Woods.Si può essere professori e non sapersi spiegare.
Si può essere un mondo virtuale e generare valuta non convertibile nel mondo reale?

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