Con i chatbot futuro a rischio per le app

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Per le app mobili il pericolo viene dai chatbot. A sollecitare l’attenzione sui bot è stato il ceo di Microsoft, Satya Nadella, che durante un suo intervento ha detto che "I bot sono le nuove app". Un parere più che autorevole, suffragato anche da qualche dato.

L'ultimo rapporto pubblicato da Grand View Research afferma infatti che il mercato globale del chatbot dovrebbe raggiungere 1,25 miliardi di dollari entro il 2025, crescendo a un Cagr (tasso di crescita annuale composto) del 24,3%.

Un altro report della società di ricerca App Annie afferma invece che il mercato delle app mobili crescerà dal 270% a 189 miliardi di dollari entro il 2020. Nelle sue prime previsioni strategiche per il 2018 e oltre, Gartner prevede che più del 50% delle imprese spenderà ogni anno per la creazione di chatbot e bot più del tradizionale sviluppo di applicazioni mobili entro il 2021. Queste statistiche da sole indicano che non ci vorrebbe molto tempo prima che i chatbot sorpassino le app mobili.

La battaglia fra app e chatbot

Ecco quattro motivi per cui i chatbot sono i veri avversari delle app.

App vuole dire fatica. Anche se ci sono centinaia di migliaia di applicazioni disponibili nei negozi online, il grande pubblico soffre di stanchezza app. Il numero e la varietà di applicazioni sono cresciuti ben oltre l'usabilità e la gente non usa così tante applicazioni. In questi giorni, la maggior parte delle persone scarica una nuova app ogni mese. Questo in parte avviene anche perché il gap lasciato dalla maggior parte delle app e del software viene colmato dai chatbot all'interno delle app già esistenti. I chatbot offrono un'interazione più positiva rispetto alle app e sono un vantaggio quando si parla di esperienza del cliente. Le applicazioni tradizionali che un utente mobile scarica da un app store diventeranno una delle tante opzioni.

Semplice da usare. Rispetto alle app, i chatbot sono più semplici da usare. Quando si scarica un nuova applicazione prima bisogna trovare quella giusta. Quindi, è necessario registrarsi o accedere utilizzando un account esistente. Il passo successivo è imparare a utilizzarla correttamente e infine ricordarsi di utilizzarla regolarmente. Metà delle app scaricate saranno dimenticate perché hanno una funzione limitata e occupano spazio prezioso sui dispositivi. I chatbot invece sono semplici da usare in quanto possono essere integrati in applicazioni esistenti come Messenger e WhatsApp e possono guidare le persone con domande diverse verso le risposte e le soluzioni giuste.

Potenza di personalizzazione. Le applicazioni hanno una limita personalizzazione. Ma un chatbot può adattarsi all'utente durante l'interazione. Quindi l'esperienza utente è più veloce e mirata. Quando si utilizza un'applicazione, l'utente deve trovare le funzionalità che desidera utilizzare e questo fatto sta diventando un grosso ostacolo nello sviluppo. Così come non è possibile leggere tutti i grandi libri del mondo, non è possibile utilizzare tutte le grandi app attualmente esistenti. I chatbot risolvono questo problema. L’esperienza quasi umana è più organica. Per esempio, Poncho weather bot fornisce elaborati report climatici in modo personalizzato con un pizzico di umorismo ogni mattina.

Chatbot dominano sulle app in determinate aree. Che si tratti di vendita al dettaglio, servizio clienti o social network, la loro presenza sta prendendo il sopravvento. Senza il carico di memoria e servizi dati sostenuti da una app, un chatbot può aiutare lo shopping al dettaglio, trovando rapidamente se i prodotti che avete bisogno sono disponibili e prenotandoli. Le chiamate a un centro di assistenza clienti sono spesso noiose e i tempi di attesa possono essere molto più lunghi del tempo effettivamente necessario per la soluzione. È possibile aprire una chat con un chatbot e scoprire rapidamente il problema esatto e come risolverlo. Nei prossimi anni, i chatbot saranno un servizio paragonabile a quello delle telefonate o del software e la previsione di molti è che metteranno in crisi il tradizionale spazioe delle app.

 

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