Chambers: guarderemo di piu verso lo small business

Conferenza finale del numero uno di Cisco. Preoccupato per la recessione? “Guardo a quattro-cinque anni”

Honolulu - Alla fine della seconda giornata del Cisco Partner Summit, John Chambers invita stampa europea e asiatica a una tavola rotonda nel corso della quale condividere visioni e opinioni non solo sugli annunci di questi giorni, ma più in generale sul mercato e sulla situazione economica mondiale.

Oratore brillante, a chi gli domanda se è preoccupato per i venti di recessione, Chambers risponde: “Lo sarei, se pianificassi le mie strategie anno per anno. Ma preferisco decidere in anticipo, con pianificazioni che guardano a quattro, cinque anni. Questo mi rende più sicuro ed evita le corse a riallineamenti non preventivati”.

Vede prospettive di crescita in tutti i mercati e in tutte i segmenti tecnologici, il manager, che conferma la volontà di perseguire in una strategia di acquisizioni che finora è risultata premiante. Ammette di non aver ancora deciso quando integrare il marchio Linksys in Cisco: “La forza
di questo brand presso i consumer Usa è talmente alta, che qualsiasi transizione dovrà essere portata avanti con estrema gradualità”
.

Non ama domande sui competitor, Chambers e ripete più volte: “I don't focus on competition, I focus on transition” (Non mi focalizzo sulla concorrenza, ma sulla transizione) e alla collega tedesca che riporta i risultati di una ricerca condotta in Germania, secondo la quale “essere
partner Cisco costa troppo”
risponde divertito: “Costa di più non esserlo”.

Ammette però una cosa, incalzato dalla stessa richiesta proveniente da Italia, Germania e persino dall'Australia: quello small and medium business dovrà, in tempi anche rapidi, focalizzarsi un po' di più sullo small. L'ecosistema delle piccole e piccolissime imprese comincia a entrare anche nelle sue visioni.

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