Cessione o sfiducia ai Ceo: Rim deve scegliere

Analisti ed esperti finanziari fanno pressione sul board direttivo di Rim: è il momento di cambiare. Per lo meno la guida.

È sotto pressione Rim.
È stato un anno difficile per la società canadese, che da un lato fatica a reggere la competizione con Android e iPhone e dall’altro sembra oggetto di particolare pressione da parte di mercati estremamente critici nei confronti delle sue performance finanziarie.
Lo scossone di fine anno, poi, è arrivato il 15 dicembre, quando la società ha comunicato ufficialmente che la nuova generazione dei suoi dispositivi non sarà disponibile commercialmente nei tempi previsti, accumulando così ulteriore ritardo su quello già acquisito sulla concorrenza diretta.

Non vanno meglio le cose dal punto di vista finanziario e la società, una volta la realtà meglio capitalizzata del Canada, oggi vale poco più di 7 miliardi di dollari, avendone lasciati una trentina sul terreno nel solo 2011.

Non è dunque un caso che, secondo quanto riporta Wall Street Journal questa mattina, forte arrivi il richiamo degli analisti.
Che hanno scelto di indirizzarlo al board direttivo, e in particolare i membri indipendenti del board, chiedendo loro di assumere un più forte controllo sulla società.
E per farlo, due sono le possibili strade.
La prima, quella che in fondo tutti i mercati si attendono, è la cessione della società.
La seconda è l’esautorazione dei due Co-Ceo in carica, Jim Balsillie e Mike Lazaridis, entrambi considerati responsabili di non aver saputo prendere davvero in mano le redini della società nel corso di questi difficili dodici mesi.

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