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Le certificazioni più interessanti per il project management

Per concludere con successo un progetto IT serve metterlo nelle mani di un project manager capace. Per molti versi è come avere un buon allenatore di calcio: sarà vero che non scende in campo e non fa gol, sa però come far muovere la sua squadra e conosce quello che i membri del team devono fare. Per farsi riconoscere le proprie competenze di project management l’esperienza fatta è utile ma potrebbe non bastare. Ufficializzarla con una certificazione adeguata è meglio ed è indubbiamente un aiuto in più alla carriera.

Non è difficile trovare corsi e programmi di certificazione in project management. Ce ne sono organizzati da università come da società di formazione professionale a vari livelli, inoltre anche alcuni software vendor hanno iniziative specifiche nel campo. Possono essere tutte idee validissime, meglio però prima rivolgersi ai programmi degli enti super partes che nascono in modo specifico per il project management e che sono riconosciuti da chi opera nel settore.

Tra quelli che sono presenti anche in Italia è difficile non partire dal Project Management Institute. Nel nostro Paese ce ne sono addirittura tre Chapter, per Nord, Centro e Sud Italia. Il PMI offre una delle certificazioni più importanti del settore, ossia la PMP (Project Management Professional). Si tratta di una certificazione selettiva, che richiede una laurea e almeno 4.500 ore di esperienza nel campo. Senza la laurea, le ore diventano 7.500. Serve poi una parte di formazione e un test finale.

In subordine, o per chi ambizioni di certificazione più limitate, c’è il CAPM (Certified Associate in Project Management). Per questa certificazione servono la laurea o un diploma di scuola superiore e almeno 1.500 ore di esperienza lavorativa o il passaggio di corsi formativi per almeno 23 ore complessive.

Come il PMI, anche CompTIA è un nome noto agli addetti ai lavori. In questo caso la certificazione più indicata prende il nome di Project+ ed esiste in due versioni leggermente diverse. Richiede – ma non è un obbligo – almeno un anno di esperienza nel campo, una parte di formazione e un esame in presenza.

Chi preferisce invece gli esami online può rivolgersi alla Global Association for Quality Management. Offre corsi e certificazioni in molti diversi ambiti, nello specifico per il project management se ne segnalano tre in ordine crescente di importanza. Associate in Project Management (APM) è per un approccio iniziale ai temi della gestione dei progetti ed è pensato per chi inizia la carriera di project manager. Il passo successivo è Professional in Project Management (PPM) e la certificazione top è Certified Project Director (CDP).

Project management “mirato”

Il project management è un campo molto ampio che può avere “specializzazioni” anche parecchio diverse fra loro. Per chi si occupa di gestione dei progetti di sviluppo agile e ha sposato l’approccio Scrum, ad esempio, può essere opportuno seguire le certificazioni della Scrum Alliance. La principale è quella di Certified ScrumMaster (CSM), che si ottiene seguendo un corso in presenza di due giorni seguito da un esame.

Se invece il vostro ambito di attività riguarda soprattutto la sicurezza è meglio rivolgersi anche a EC Council, organizzazione indipendente che è completamente dedicata a questo campo. Non offre certificazioni trasversali quanto l’ambito del project management in senso lato ma alcune – come Certified Network Defender oppure Security Analyst – complementano in modo mirato la propria esperienza o altre certificazioni.

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