Bull paga dazio per entrare nell’e-business

Il Gruppo Bull ha annunciato una calo del 6% (anno su anno) per il fatturato del primo trimestre 2000, giustificandolo come il prezzo da pagare per l’ingresso nella new economy. Il giro d’affari ha raggiunto i 669 milioni di euro, contro i 708 milioni …

Il Gruppo Bull ha annunciato una calo del 6% (anno su anno) per il
fatturato del primo trimestre 2000, giustificandolo come il prezzo da
pagare per l'ingresso nella new economy. Il giro d'affari ha
raggiunto i 669 milioni di euro, contro i 708 milioni di dodici mesi
orsono, a parametro equivalente (cioè considerando cessioni e
acquisizioni fatte nel periodo). Nel complesso del 1999 si era
registrata una crescita dell'1,4% rispetto al 1998.
L'esito al ribasso è dovuto in buona parte alla riduzione delle
attività legate ai prodotti, soprattutto ai pc, giudicati non
strategici dal management e abbandonati. Per stabilire se si tratti
di una fase legata a un'evoluzione o, più semplicemente, di una
crisi, occorre scendere nel dettaglio delle cifre. Si potrà così
notare come le attività legate ai prodotti (server, pc, carte a
microchip) sono le uniche ad aver registrato un calo, pari al 15%,
mentre i servizi sono saliti del 6% e, soprattutto, il commercio
elettronico ha segnato un balzo del 27%, raggiungendo una quota del
12% sul totale delle vendite. Le attività di e-commerce sono
identificate sulla base di indicatori formalizzati da Idc
(aggiornamento delle infrastrutture, soluzioni, supporto legato
all'hosting dei siti, sicurezza delle reti). é in questa logica che
si iscrive la recente partnership siglata con la società tedesca
Brokat, nell'ambito dell'electronic banking.

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