Bluetooth in azienda: sicuro con attenzione

I tre punti di confronto sono sempre connettività, consumi e sicurezza

Nell'ambito dei sistemi senza filo la diffusione di Bluetooth sta crescendo, ma parallelamente sta aumentando anche la confusione. La coesistenza con gli altri sistemi sul mercato rende complessa la situazione generale.
Non ha contribuito a semplificare le cose l'annuncio della versione 2 del sistema, che pure risolve alcuni dei principali problemi, tiene la compatibilità con il passato e non chiude le porte verso il futuro. La banda passante cresce da 1 a 3 Mbps, e in futuro fino a 10 Mbps; il consumo diminuisce sensibilmente e gli errori in trasmissione sono teoricamente meno frequenti. I dispositivi, però, non sono ancora sul mercato.
Analizzando la struttura dello standard e le sue implementazioni sul mercato è possibile individuare alcune applicazioni aziendali per le quali è la scelta ideale. Ogni volta che è necessaria la sicurezza della connessione diretta, a dispositivi vicinissimi e uno di fronte all'altro, il Bluetooth va considerato per primo. Viceversa la trasmissione di grandi moli di dati o un impiego intenso rispetto alla batteria sono da sconsigliare vivamente.
Le argomentazioni che seguono fanno riferimento alla
trattazione già pubblicata su 01net (http://www.distrettopmi.it/01NET/HP/0,1254,5_ART_47800,00.html
).
Bluetooth, in breve Bt, è sostanzialmente una radio a trasmissione diretta, e non-come il classico cellulare- a connessione mediata da una infrastruttura. Bisogna ricordarsi che inizialmente Bt è nato come alternativa al telecomando, ma si è sviluppato troppo per limitarsi a ciò, diventando anche un sistema di trasferimento di piccole moli di dati. Non può oggi competere con il sistema Uwb, che connette wireless i lettori Dvd e gli schermi Tv.
Alla luce di queste considerazioni ci si può chiedere dove è utile impiegare Bluetooth. Nel consumer va bene: è ideale per sincronizzare dispositivi palmari o per stampare dati e foto senza passare per il pc. Nel mercato professionale, invece, è valido solo in alcune nicchie. Nell'area intermedia del telefonino e del palmare, infine, offre sia vantaggi sia svantaggi.

Cerchiamo di affrontare l'argomento da un punto di vista rigoroso, prendendo in analisi i tre punti principali: connettività, consumi, sicurezza.

Parlando in breve di connettività, il Bt è locale e
la telefonia cellulare è geografica: della loro coesistenza, in particolare dal
3G in poi, si occupa l'Unlicensed mobile access (http://www.umatechnology.org ).

Bluetooth scalda troppo
Passando alla potenza consumata, è poco frequente ma necessario esplicitare il consumo energetico di ciascuna soluzione. Fatto 100 il consumo della 802.11b, la 802.11a consuma meno della metà e Bluetooth 1.1 più del doppio, mentre la versione 2 dichiara lo stesso consumo.
Considerando che Bluetooth ha anche la banda passante più ristretta, ne consegue una ridottissima efficienza energetica. Elevatissima è invece l'efficienza della proposta di infrarossi a 100 Mbps, la 100M-Ir, che ha una banda passante pari ai più avanzati sistemi wifi e chiede meno del 10% della corrente di 802.11b.

Ovviamente un minor consumo rende più lungo il periodo di funzionamento senza problemi. Non va dimenticato che la richiesta di corrente in trasmissione viene fatta secondo modalità difficili da prevedere per i misuratori di capacità residua installati sui dispositivi: più spesso sui telefonini e meno su palmari e portatili, ma comunque con una certa frequenza, l'indicatore dice che c'è carica ma il collegamento è disturbato o non parte proprio. Orbene, molte volte il problema è la mancanza di corrente nelle modalità di trasmissione e non di funzionamento 'tipo pc'.

Pensare alla sicurezza
Tra gli approcci wireless, la sicurezza è alta nel Bluetooth, soprattutto in modalità a bassa potenza, che richiede la visibilità diretta dei sistemi di trasmissione e ricezione dei due apparecchi. Ad ampia potenza, invece, c'è un gran rischio di lasciare la porta aperta.
Va ricordato che nel caso di trasmissioni radio la sicurezza dev'essere guardata su due livelli. Bluetooth apre la porta a svariati attacchi, siano essi classici o specifici del sistema, prima ancora che sia coinvolto il sistema operativo. Lo snarfing, e la sua versione ridotta toothing, consente di leggere alcuni dati e anche l'Imei (il numero identificativo del telefonino) mentre il più specifico bluebug cede il controllo completo, anche delle telefonate; ovviamente nessuno elimina il classico backdoor (che permette di usare anche i programmi su Wap o Internet). Non si tratta di difetti difficili da trovare: tra i cellulari attaccabili troviamo anche le marche di grido.

Quindi la sicurezza è sì elevata, ma esclusivamente se si
seguono tutte le precauzioni necessarie.

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