Usare blockchain per ridurre i ritardi di pagamento

JP Morgan ha creato quella che è probabilmente una delle più grandi reti di pagamento fondata su blockchain.

La società di servizi finanziari ha annunciato che Royal Bank of Canada and Australia e New Zealand Banking Group sono le prime due banche a entrare a far parte della network blockchain, "che rappresenta significativi volumi di pagamento transfrontalieri".

JP Morgan ha creato la Interbank Information Network (Iin), che, ha spiegato in una nota, ridurrà significativamente il numero di partecipanti necessari per rispondere alla conformità e a altre richieste di informazioni relative ai dati che ritardano i pagamenti.

Con la blockchain si risparmia tempo

"Iin migliorerà l'esperienza del cliente, diminuendo la quantità di tempo - da settimane a ore - e i costi associati alla risoluzione dei ritardi di pagamento", ha dichiarato Emma Loftus, Responsabile Global Payments and Fx, JP Morgan Treasury Services.

"Le capacità di blockchain ci hanno permesso di ripensare a come le informazioni critiche possano essere reperite e scambiate tra le banche globali". Altre banche dovrebbero entrare a far parte dello Iin nei prossimi mesi.

Iin "ridurrà in modo significativo il numero di partecipanti attualmente necessari per rispondere alla conformità e ad altre richieste di informazioni relative ai dati che ritardano i pagamenti", ha dichiarato JP Morgan. La soluzione è stata sviluppata internamente da J.P. Morgan ed è alimentata dal Quorum, una variante autorizzata della blockchain Ethereum. L' attenzione del Quorum alla privacy consente la condivisione sicura dei dati tramite Iin, ha dichiarato la banca.

C'è anche la rete open source

La presentazione di Iin è avvenuta dopo che un fornitore di sistemi di pagamento polinesiano e Ibm hanno presentato il proprio servizio di pagamento transfrontaliero con blockchain. La rete è stata annunciata come un network in grado di migliorare l' efficienza e ridurre il costo dei pagamenti globali per le imprese e i consumatori.

La piattaforma Blockchain di Ibm, un servizio cloud, è stata utilizzata per consentire lo scambio elettronico di 12 valute diverse tra le isole del Pacifico, Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito. Anche KlickEx Group, una società di servizi finanziari della regione del Pacifico finanziata dalle Nazioni Unite, e Stellar.org, un'organizzazione senza scopo di lucro che supporta una rete blockchain open source per i servizi finanziari, stanno sostenendo il nuovo servizio di pagamenti transfrontalieri alimentato dalla piattaforma Ibm.

In questo modo è possibile effettuare e ricevere pagamenti tramite bonifico KlickEx tra conti bancari nelle isole del Pacifico e in Australia, Nuova Zelanda ed Europa; il servizio permette inoltre ai consumatori dei paesi in via di sviluppo di trasferire fondi direttamente su portafogli mobili. Anche la Bank of England si sta interessando alla nuova tecnologia con un test per creare una rete più efficiente e meno costosa di pagamenti, compensazione e regolamento. Un interesse giustificato anche da uno studio di Accenture secondo la quale la tecnologia utilizzata per le monete digitali potrebbe ridurre i costi infrastrutturali per otto delle dieci maggiori banche d' investimento del mondo di una media del 30%,"traducendosi da 8 a 12 miliardi di dollari di risparmi annui sui costi per quelle banche".

 

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