Batterie zinco-aria ricaricabili più vicine grazie ai ricercatori australiani

Dall'Università di Sydney arriva uno sviluppo tecnologico che promette di superare uno dei principali limiti alla diffusione delle batterie zinco-aria, considerate come una alternativa alle convenzionali batterie agli ioni di litio nell'alimentazione dei dispositivi elettronici.

Le batterie zinco-aria usano come elementi di base lo zinco e l'ossigeno estratto dall'aria. Si tratta di due elementi disponibili in abbondanza e questo rappresenta un primo vantaggio rispetto alla tecnologia degli ioni di litio. Inoltre le batterie aria-zinco possono immagazzinare sino a cinque volte più energia, sono più sicure ed ecocompatibili.

Il loro limite storico è che il processo di ricarica è difficile, tanto che la grandissima maggioranza delle batterie zinco-aria in uso non è ricaricabile. Rendere reversibile il processo di scarica è chimicamente complesso, la ricarica perlopiù avviene meccanicamente con un processo di ricondizionamento.

I ricercatori di Sidney hanno invece ideato un metodo che permette di realizzare catalizzatori a basso costo che favoriscono il processo di ricarica chimica. Gli esemplari di batterie zinco-aria ricaricabili studiati sinora impiegano a questo scopo metalli costosi come platino o iridio, il nuovo processo adotta più semplicemente ferro, cobalto o nichel.

I test hanno dimostrato che il nuovo approccio studiato dai ricercatori australiani porta a una perdita di efficienza della batteria solo del dieci percento dopo 60 cicli di scarica e ricarica, durati ciascuno 120 ore. L'evoluzione tecnologica interessa soprattutto il mondo automotive. Qui infatti si hanno le principali applicazioni potenziali delle batterie zinco-aria, inserite nella più ampia categorie delle celle a combustibile.

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