Bare metal, quando scegliere hardware dedicato in cloud

I servizi cloud, in particolare infrastructure e platform-as-a-service, sono ornai ben consolidati, ma in alcuni casi i clienti richiedono più controllo, più accesso all'hardware, più prestazioni e la possibilità di scegliere il proprio ambiente operativo: in questi casi ci si può rivolgere ai servizi bare metal, una nicchia in rapida crescita.

Come suggerisce il nome, bare metal significa che non c'è software, ma solamente "metallo": Cpu, memoria e storage.

I clienti forniscono tutto il software per il server, dal sistema operativo in su. Ciò significa per loro avere una Cpu dedicata, accesso completo all'hardware e libertà di eseguire sistemi operativi personalizzati.

Bare metal in crescita del 40%

Secondo un recente rapporto, il mercato cloud bare metal è previsto crescere da 871,8 milioni di dollari nel 2016 a 4,7 miliardi di dollari nel 2021, con un tasso di crescita annuo composto stimato del 40%.

Uno dei motivi per cui il bare metal è ancora un mercato piccolo è che i grandi fornitori non l'hanno veramente abbracciato.

AWS ha iniziato da poco con una singola configurazione.

Microsoft offre un ambiente VMware bare-metal, ma lo ha fatto in proprio, senza l'appoggio o la collaborazione di VMware.

Google non ha ancora un'offerta significativa di questo tipo.

Ibm è il più grande dei provider cloud con un'offerta, attraverso il fornitore di data center SoftLayer, che ha acquisito nel 2013.

Altri nomi importanti che supportano il bare metal includono Oracle e Rackspace, e recentemente il gigante cinese Alibaba ha annunciato piani per il suo supporto.

Ma secondo gli analisti la situazione cambierà a breve.

I punti principali per il provisioning di bare metal

Il bare metal attrae i clienti con applicazioni on-premise per migrare dai loro data center. La maggior parte dei clienti vogliono spostare le applicazioni esistenti ed esternalizzare quelle presento nel cloud e continuare a funzionare come farebbero in loco, utilizzando gli stessi strumenti. Le applicazioni sono immutate, ma risiedono nel data center del fornitore invece che presso il cliente.

Oltre alla migrazione delle applicazioni, ci sono tre punti principali per il provisioning di bare metal: prestazioni, accesso hardware e personalizzazione.

In un ambiente virtuale, la Cpu e lo spazio di memoria sono condivisi con altri clienti e le prestazioni possono spesso variare da un'istanza all'altra.

Le prestazioni possono essere un problema a causa di un fenomeno noto come "il vicino rumoroso". Quando i clienti lanciano una macchina virtuale in un cloud pubblico, non hanno idea di quale carico di lavoro altri clienti potrebbero avere in esecuzione sullo stesso hardware, competendo quindi per i cicli di Cpu e memoria.

Questa incertezza porta a una pratica interessante in cui alcuni clienti di Amazon EC2 lancano in batch un centinaio o più macchine virtuali, le mettono alla prova con lo stesso carico di lavoro e termineranno le istanze che non funzionano bene.

Un secondo punto a favore del bare metal è l'accesso all'hardware. Gli ambienti virtualizzati limitano l'accesso all'hardware come il Nic. Ma i clienti potrebbero voler accedere al Nic, ad esempio, per accelerare determinati pacchetti utilizzando Dpdk, una serie di librerie per l'elaborazione rapida dei pacchetti.

In un ambiente virtualizzato, se esiste tale accesso, è altamente limitato e virtualizzato.

Infine, il bare metal consente di eseguire ambienti personalizzati.

Lo svantaggio per il bare metal è la mancanza di supporto software e l'approvvigionamento dell'hardware è a carico del cliente e non del fornitore. In pratica un sacco di cose bisogna costruirsele, ma non è impossibile farlo.

 

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