Autonomic e Grid. Così si realizzerà la vera ubiquità del dato

Il “sistema neurovegetativo” e la “griglia” sono due trend che caratterizzeranno il computing prossimo venturo. Entrambi sono ispirati al principio della virtualizzazione e sottendono il passaggio dal mondo computazionale a quello transazionale. Più prossimo a concretizzarsi è il Grid.

 


Autonomic e Grid computing sono pratiche derivanti in linea discendente dal principio del “tutto è virtuale, anche la capacità computazionale”.


I principi base delle due tendenze tecnologiche, infatti, sono la rottura del rapporto storico tra il dato e macchina fisica, e la “banalizzazione” della tecnologia, ovvero la sua facile raggiungibilità in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Entrambi i principi sono perfettamente contenuti nel Grid computing. Entrambi, andranno sublimati nell’Autonomic computing.


In quest’ultimo ambito, come ci ha spiegato forse il più insigne esperto italiano di Autonomic computing, Ernesto Hofmann, un processo figurato di trasformazione molecolare dovrà condurre il rapporto dato-macchina in una sfera quasi sensoriale. In base a ciò, il computer si dovrebbe comportare come se fosse un essere umano, perché anch’esso dotato di un sistema neurovegetativo che lo guida a fare le cose che ne preservano l’incolumità. E quello che nel Grid computing è il “dato raggiungibile ovunque”, nell’Autonomic computing dovrà diventare il dato che esiste quantunque, cioè passare da immanente a trascendente.


Come facilmente si nota, la frontiera più vicina a noi è quella del Grid, mentre l’Autonomic, nel quale peraltro Ibm sta investendo parecchi soldi, lo possiamo tranquillamente collocare nel futuribile.


I benefici del Grid, pratica per il momento utilizzata negli ambiti di ciò che si può riassumere come calcolo scientifico, sono quelli che derivano dall’applicazione del valore empirico dell’utilizzare al meglio ciò di cui si dispone. Con poco sforzo immaginativo, si può arrivare a indurre che il Grid sia la leva per sfruttare la capacità computazionale esistente, ovvero, usando un termine caro all’economia, ottimizzare gli investimenti fatti.


Il principio del Grid, infatti, è quello di attingere, previa apposita gestione software, la potenza di calcolo laddove questa sia inutilizzata, nell’ambito di una griglia di computer federati, e in qualsiasi momento l’applicazione lo richieda. E qui la vocazione alla virtualizzazione del computer è manifesta. Con tutto il vantaggio di poter dare una seconda vita a computer che si pensava inutilizzabili o sulla via del declino. Un paradiso per gli amministratori di sistemi informativi? No, il trucco c’è, e sta nel macchinoso software di gestione del Grid e nelle applicazioni da far girare.

Gli specialisti del Grid computing


Il Progetto Globus è proprio uno di questi. Tutti, o quasi, i big vendor impegnati nel Grid computing lo supportano o lo utilizzano. Fra i supporter corporate dichiarati ci sono Ibm, Microsoft Research e Cisco, fra quelli istituzionali figurano la Nasa e la National Science Foundation. Scopo dichiarato di Globus è “riproporre la rivoluzione Internet, stavolta in campo computazionale”.


Per farlo, segue quattro filoni di attività: ricerca nel campo della gestione delle risorse, sviluppo di software prototipali in grado di girare su tutte le piattaforme, sviluppo di applicazioni Grid-enabled (generalmente, di calcolo su computing distribuito), costruzione di laboratori di test. Esempi di Globus al lavoro sono i prototipi di Grid nazionali, come quello promosso dalla National Computational Science Alliance che unisce datacenter, laboratori di ricerca, college e università statunitensi, o sovranazionali, come il DataGrid Project europeo, nel quale è coinvolto anche il Cern.


Ma le iniziative coinvolgono anche società, che nei prossimi anni probabilmente assurgeranno al Gotha dell’It, che producono software che abilita al Grid. Vale la pena citare Avaki (partner di Hp), Datasynapse (che ha dato il proprio clustering alla Banca d’America), il partner-Ibm Entropia, specializzato nel grid di pc, Gridsystems, Parabon Computation, Platform Computing (partner di Dell, Hp, Ibm e adottato da JpMorgan), United Devices, che ha sviluppato una piattaforma di meta-processing che mappa tutto l’installato dell’impresa e traccia la curva di ottimizzazione, e la piattaforma open source XtremWeb.

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