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Automazione forza vendita: il Pda diventa Mpos

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Automazione forza vendita: il Pda diventa Mpos

Dotati di modulo di pagamento mobile con chip e Pin certificati VeriFone, i terminali Motorola Mc75A ed Mc70 ospitano applicazioni enterprise agendo come Pos mobile e con stampante portatile Zebra Mz320 emettono lo scontrino.

Antonella Camisasca

22 Novembre 2011

Non un “semplice” Mobile payment terminal per eseguire applicazioni di pagamento legate a payment aggregator come acquired e banche ma un Mobile Point of sales con tutta la potenza espressiva di un Pda che ospita applicazioni enterprise ed è in grado di agire come un Pos.

È una partnership a sei mani nel segno del mobile point of sales quella messa a punto da Motorola Solutions, Zebra Technologies e VeriFone.

Cavalcando l'evoluzione degli standard internazionali, "finalmente divenuti realtà anche nei pagamenti", il risultato parla di un dispositivo realizzato facendo convergere le rispettive tecnologie per «rendere fruibili le informazioni che oggi servono per velocizzare i processi, diminuire i costi e aumentare il valore degli investimenti in mercati altamente ricettivi», retail in primis, ma anche «per applicazioni negli ambiti sanità, ticketing e laddove è presente forza lavoro mobile, ristoranti compresi».

A darne nota, in un incontro a tre, è il territory manager di Zebra Technologies Luca Dell'Orto, insieme a Ugo Mastracchio e a Giuseppe Virgone, rispettivamente technical team leader di Motorola in Italia e direttore generale All Business Solutions di VeriFone, realtà attiva nella progettazione e fornitura di soluzioni end to end per la gestione sicura delle transazioni di pagamento in cassa.

Nello specifico, accanto al modello Mz320 di stampante portatile Zebra selezionata nella versione Bluetooth e con un parco installato in Italia che supera le 19mila unità, lavora il best of breed di Motorola, rappresentato dal terminale Mc75A, nato come dispositivo palmare per la gestione dei dati e ora payment enabled certificato Pci grazie alla periferica collegabile al terminale al quale è connesso.

La stessa che, in un lavoro lungo dodici mesi, VeriFone ha certificato per il mercato italiano rendendo l'intero terminale utilizzabile anche per eseguire tutta una serie di pagamenti.

A sottolineare le difficoltà tecniche intercorse a livello di certificazione non poteva che essere Mastracchio ricordando, non solo dal punto di vista Motorola, «come le rigide norme italiane che regolano il mercato dei Pos siano completamente differenti rispetto a quelle che sottendono a terminali Pda come il nostro che ora, grazie al modulo di pagamento ad aggancio rapido, consente di eseguire un'ampia varietà di transazioni, sia in modalità online che offline».

E i benefici, nei termini già ricordati da Dell'Orto nel suo intervento non mancano, soprattutto per realtà che effettuano vendite porta a porta, che consegnano prodotti «e devono produrre documenti di trasporto e consegna trovando un ulteriore vantaggio aziendale nel contestualizzare in un unico device anche la fase di pagamento che, in piena sicurezza, non richiede al personale l'onere di gestire il contante e i rischi che ne conseguono».

Per la Grande distribuzione come per il retailer, la vera rivoluzione proposta dalla partnership a sei mani consiste nell'avere a disposizione un oggetto mobile che, slegato dai limiti legati alle dimensioni fisiche del punto vendita, contiene in sé lettore di codice a barre, cassa e Pos dal quale realizzare una serie di transazioni che, nei momenti di picco delle attività all'interno del punto vendita, consentono di di aggiungere nuovi operatori di cassa.

Questo grazie al già citato modulo di pagamento mobile ad aggancio rapido con chip e Pin Motorola che trasforma il terminale Mc75 (ma volendo anche la versione Mc70) in un dispositivo dal quale i clienti possono elaborare i pagamenti effettuati con carte di pagamento su scala mondiale, «inclusi bancomat e carte di credito, ma anche tessere fedeltà, carte di debito e carte di credito dotate di banda magnetica» ricorda Mastracchio soffermandosi «sulla cifratura delle informazioni digitate sulla tastiera di sicurezza posta sul retro del terminale» (come nella foto).

Alla sicurezza delle connessioni Wlan e Wwan ai sistemi Eft e agli strumenti di convalida dei pagamenti bancomat, ai sistemi Crm e agli altri sistemi backend conformi agli standard Pci Ped, Emv e alle altre normative del settore, garantendo ovunque una comoda elaborazione delle transazioni e la protezione dei dati finanziari sensibili dei clienti ci pensano i dispositivi Motorola. Mentre la stampante Zebra «produce la ricevuta e il documento che conferma l'avvenuto pagamento e utilizzabile in caso di contestazione dello stesso».

D'altra parte, i dati diffusi di recente da Vdc Research, quantificano in circa 3 milioni il numero di terminali Pda industriali indirizzabili a livello globale nell'ambito del mobile payment. E che, entro il 2014, dovrebbero superare quota 4,3 milioni con un prezzo di vendita medio pari a 665 dollari per unità, «per un valore di mercato - ricorda Mastracchio - superiore ai 2 miliardi di dollari che, da qui ai prossimi tre anni, crescere presumibilmente fino a quota 2,8 miliardi di dollari».

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