auto connesse legislazione UE

Il segnale d’allarme sui rischi per l’innovazione nell’ambito delle auto connesse arriva da alcuni grossi nomi del settore. Nello specifico, da una lettera pubblica congiunta da parte di Vodafone, BMW Group ed Ericsson. Colossi delle industrie automotive e delle telecomunicazioni, molto attivi nell’innovazione. E già, nel caso ad esempio di Ericsson, con test di successo nella guida autonoma con 5G.

Il comunicato delle tre società sottolinea come la digitalizzazione stia guidando il periodo di cambiamento più significativo nel settore automobilistico. Sin dall'introduzione della catena di montaggio nel 1913.

Milioni di auto connesse utilizzano reti mobili per una varietà di servizi. Ad esempio per informazioni sul traffico in tempo reale, aggiornamenti del sistema del veicolo, servizi di emergenza. E il tasso di innovazione sta rapidamente crescendo. L’industria automobilistica sta già esplorando come l'analisi dei dati e l’intelligenza artificiale possano migliorare l'esperienza di guida e le prestazioni.

È probabile che manchi ancora un decennio prima che le auto senza conducente diventino d’uso comune. Tuttavia, le auto connesse stanno già trasformando il modo in cui pensiamo al trasporto.

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Innovazione e regole, per le auto connesse

Visti i rapidi progressi tecnologici, regole e regolamenti sono essenziali. Tuttavia, le tre società ritengono che occorra trovare un equilibrio. La regolamentazione dovrebbe stabilire requisiti di servizio per mantenere le persone al sicuro. Dovrebbe però anche stimolare e incoraggiare l'innovazione. L'industria, continuano i firmatari dell’appello, ha bisogno della libertà di introdurre una serie di tecnologie che aiuteranno l'UE a raggiungere i suoi obiettivi di trasporto.

La Commissione europea ha pubblicato nel 2016 la strategia sui “sistemi di trasporto intelligenti cooperativi” (C-ITS). Due anni dopo, la preoccupazione delle aziende è che il principio di neutralità tecnologica sembra non essere più considerato dalla Commissione europea.

Allo stato attuale, l'atto in via di sviluppo da parte del direttorato preposto della Commissione Europea esclude l'uso della recente tecnologia cellulare (C-V2X). E specifica una tecnologia Wi-Fi single-purpose (chiamata ITS-G5) per le interazioni vehicle-to-vehicle, vehicle-to-road-infrastructure e vehicle-to-control-centre.

Da una parte, è incoraggiante che DG Connect abbia recentemente lanciato una consultazione pubblica su una futura raccomandazione sulla guida connessa automatizzata.  Compresi gli orientamenti sull'uso della connettività 5G per test su larga scala. Le aziende esprimono tuttavia preoccupazione per un atto delegato che restringerebbe l'ecosistema automobilistico alla vecchia tecnologia Wi-Fi.    

Le tecnologie cellulari più recenti, secondo il comunicato delle aziende, offrono prestazioni superiori. Il Wi-Fi, inoltre, non ha collegamenti con l'infrastruttura cellulare esistente. Né sarà compatibile con il 5G, che offre il meglio di entrambi i mondi.

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Il vincolo del Wi-Fi

Vodafone, BMW Group ed Ericsson ritengono che l’Unione Europea dovrebbe essere meno prescrittiva. Ed elencano una serie di motivi per questa loro posizione.

La direttiva ITS è stata adottata nel 2010: ha fornito il quadro il deployment di applicazioni per le reti di trasporto sicure e smart nell'UE. Sembra però esserci stata poca diffusione di tali applicazioni tramite la tecnologia Wi-Fi.

Inoltre, sostenere l'uso del solo Wi-Fi sembra essere in contrasto con le tendenze esistenti in Cina e negli Stati Uniti. Aree dove la tecnologia cellulare sta emergendo come un forte candidato per i veicoli connessi. Ciò potrebbe mettere l'UE in una posizione di svantaggio. I produttori europei dovrebbero incorporare diverse tecnologie per l'esportazione. In più, potrebbero trovarsi isolati dalla distribuzione globale e dall’innovazione.

Inoltre, escludendo le tecnologie cellulari dallo short-range, le industrie dei trasporti e delle telecomunicazioni hanno meno incentivi a investire nel 5G sulle strade. Ciò ostacolerebbe lo sviluppo dell'infrastruttura di connettività 5G in Europa. E andrebbe contro gli obiettivi del piano d'azione 5G della stessa Commissione, per promuovere il deployment del 5G lungo le vie di trasporto.

Ci sono già stati significativi investimenti nelle tecnologie cellulari da parte delle aziende in Europa e nel mondo. Ci sono prove della tecnologia C-V2X in Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Cina, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti. Il lancio commerciale globale è previsto entro il 2020.

Tecnologia e sicurezza

Uno degli obiettivi della strategia sul trasporto della Commissione europea è ridurre le vittime della strada e le lesioni gravi. Dei quasi 25.300 incidenti stradali mortali e 135.000 feriti gravi nell'UE l'anno scorso, molti erano utenti della strada vulnerabili, quali pedoni e ciclisti.

Molti di questi utenti, prosegue il comunicato, trasportano dispositivi mobili. C-V2X offre una soluzione nativa che può essere utilizzata su una varietà di dispositivi, inclusi gli smartphone. Anche per benefici a vantaggio della sicurezza.

Infine, C-V2X fa parte della roadmap 5G e quindi parte di un ecosistema ampio e in rapida evoluzione. Ciò garantisce un percorso di evoluzione della tecnologia sostenibile. Al contrario, il Wi-Fi è una tecnologia single-purpose, che richiede investimenti significativi per la sua implementazione e per la manutenzione continua.

L'atto delegato della Commissione è ora oggetto di una revisione più ampia da parte di tutta la Commissione, prima di passare all’esame dal Parlamento europeo e del Consiglio europeo. Vodafone, BMW Group ed Ericsson esortano pertanto i responsabili delle politiche europee a adottare un approccio neutrale rispetto alla tecnologia, nella legislazione sulle auto connesse.

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