Asian Byte combatte la crisi a colpi di server

La distribuzione offre sempre meno spazio. E allora si punta sui sistemi hardware per le aziende. Le prime novità nella gamma Enoch.

Bene la produzione male la distribuzione. In sintesi è questa la situazione di Asian Byte, che nel 2001 ha proseguito il trend che la vede allontanarsi dal mondo della distribuzione alla ricerca di nuove strade. La società ha registrato nel 2001 un aumento del fatturato del 5% rispetto allo scorso anno (da 40 a 42 miliardi di lire) e ha riscosso un buon successo nelle vendite di server che secondo il direttore commerciale Daniele Taglione «è un segmento che offre ancora margini interessanti».. Le vendite dei server di Asian Byte, destinati soprattuto alle aziende che lavorano nel settore delle arti grafiche, sono aumentate del 20% passando da 908 a 1072 unità, mentre buoni risultati sono arrivati anche dai prodotti Monolith, dai monitor a cristalli liquidi, mentre la società ha incrementato la propria attività nel campo dell'assistenza, del supporto e della consulenza.

Da poco è disponibile una serie di nuovi prodotti sul fronte dei server e delle periferiche che utilizzano la tecnologia di connessione Ieee 1394 Firewire. Nella prima categoria rientrano i due modelli della famiglia Enoch serie BiAthlon, dotato di processori Amd Athlon daa 1,6 a 1,8 GHz. I nuovi server Enoch sono anche in grado di ospitare fino a 3 Gb di Ram con tecnologia Ddram Ecc. Inoltre, i dischi fissi sono disponibili nelle versioni Ultra 160 Wide e Udma100 Ide mentre il sistema operativo proposto è Windows 2000 Server, in una versione personalizzata per i sistemi Asian Byte.

Infine, il costruttore emiliano ha presentato anche due nuove soluzioni basate sulla tecnologia di connessione Ieee 1394, nota anche come Firewire. Si tratta di una scheda con interfaccia Pci e di un box esterno che consente di collegare periferiche di tipo Ide quali masterizzatori, dischi fissi, lettori per Cd-rom e Dvd.

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