01net

Aruba inaugura il Global Cloud Data Center, la sua nuova casa

Il tradizionale taglio del nastro alla presenza delle autorità locali: al centro il vicesindaco di Ponte San Pietro e alla sua sinistra il sindaco di Bergamo. All'estrema destra il Ceo di Aruba Stefano Cecconi

Come da copione, Aruba ha inaugurato a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, il Global Cloud Data Center. Si tratta di un’operazione di grande portata per la società, che va ben oltre l’impegno economico (di cui non è stata svelta l’entità) e che coinvolge l’intero territorio locale.

Il nuovo data center sorge infatti sul sito occupato della storica azienda tessile Legler, fondata nel 1875 e chiusa definitivamente alcuni anni fa, dopo un lungo periodo di crisi: Aruba ne ha sfruttato al meglio alcune delle strutture, a partire dal sistema di raffreddamento geotermico, rinnovandole per poter essere adattare al meglio al nuovo impiego. Non solo. L’importanza della nuova struttura è tale che la società toscana ha deciso di farla diventare la sua nuova sede legale.

Vi raccontiamo alcuni degli aspetti salienti del nuovo attraverso una sorta di tour virtuale.

Il primo di 5 data center

Quello inaugurato oggi è il building A, il primo di una serie di 5 building che dovrebbero essere inaugurati in un periodo che va da 5 a 10 anni, “a seconda delle richieste dei clienti”, ha precisato Stefano Cecconi. Il data center è totalmente ridondato: in pratica, si compone di due parti totalmente speculari

 

L’ingresso

In questa zona, cui si accede dopo aver superato 5 livelli di sicurezza, sono disponibili alcune stanze per riunioni o per operare sui server. Per accedere alla sala macchine, che si trova al piano superiore, è necessario superare un ulteriore livello di sicurezza presidiato dagli uomini della security

Verso le sale macchine

Il lunghissimo corridoio che porta alle sale server di Aruba e alle cage dei clienti

 

La sala dei server

Uno dei corridoi che ospita i rack. Ogni rack può contenere 42 server e in tutto possono essere ospitati 300 rack. Per migliorare il raffreddamento e semplificare eventuali interventi di manutenzione, il pavimento è sopraelevato di 3 m e il soffitto ha un’intercapedine di 2 m

ll sistema che assicura la continuità del servizio

A partire dall’alto, i tre container sovrapposti contengono rispettivamente il sistema per trasformare da media a bassa tensione, gli UPS e le batterie. L’autonomia assicurata è di 15 minuti. Se non dovesse bastare, può essere attivato un gruppo elettrogeno a gasolio che assicura fino a 48 ore di energia.

Lo scambiatore di calore

La sala macchine è raffreddata usando acqua presa direttamente da una falda a temperatura di circa 8° e che arriva in questa stanza. Da qui viene inviata al sistema di raffreddamento e qui ritorna dopo aver completato il suo percorso. Il ciclo viene terminato inviando di nuovo l’acqua alla falda. In tutto il tragitto l’acqua non viene mai a contatto con l’esterno.

La zona per il ricevimento delle merci

L’ampio salone per il ricevimento delle merci. Nel data center non è ammesso nessun tipo di carta o cartone per cui tutti i prodotti che entrano devo essere tolti dall’imballo. Il servizio prevede l’uso del montacarichi ma nel caso questo non dovesse funzionare è possibile accedere al piano della sala macchine direttamente tramite una porta sopraelevata.

I refrigeratori aggiuntivi

Qualora il sistema di raffeddamento ad acqua non fosse sufficiente ad assicurare la corretta temperatura possono entrare in funzione dei refrigeratori addizionali, che possono operare anche autonomamente per “abbattere” la temperatura