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L'e-commerce cresce a due cifre. Ma ce ne vogliono tre
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L'e-commerce cresce a due cifre. Ma ce ne vogliono tre
L'Italia ha tre anni di ritardo rispetto all'Europa e sei rispetto agli Stati Uniti. La discussione sulle cause
14 Marzo 2007

Qualsiasi settore con una crescita del 42% mostrerebbe facce di manager sorridenti e di ricercatori entusiasti. Non l'e-commerce dove quel 42% di crescita, secondo Roberto Casaleggio che per conto di Expedia.it ha realizzato uno studio sul settore, non permette di ridurre il divario con gli altri Paesi.


“Di cifre di crescita ce ne vorrebbero tre” sostiene il fondatore di Casaleggio associati, supportato dall'amministratore delegato di Expedia Adriano Meloni secondo il quale il ritardo dell'Italia rispetto al resto d'Europa è di tre anni e di sei rispetto agli Stati Uniti. La discussione sulle cause è sempre aperta. La scarsa diffusione della banda larga è una delle cause principali.

Un'opinione che non trova d'accordo alcuni operatori più inclini a pensare che incidano di più fattori legislativi (come l'Iva e la regolamentazione di alcuni settori che contribuiscono a limitare l'offerta, culturali (aziende che vogliono limitare il conflitto di canale e consumatori non abituati ad acquistare a distanza) e distributivi visto che il numero di esercizi commerciali in Italia è ancora abbastanza alto.


D'altronde qualche caratteristica tutta italiana deve pur esserci visto che il numero di navigatori della Penisola è molto simile alla Francia rispetto alla quale abbiamo meno di un terzo del fatturato e-commerce. Discorso simile vale per la Spagna che ha meno navigatori, ma un fatturato online equivalente all'Italia. E in Gran Bretagna il numero di navigatori è di due terzi inferiore alla Germania, ma il fatturato è quasi il doppio.

La colpa però non può essere solo dei consumatori. Governo e Unione europea possono fare di più, ma molto lavoro c'è ancora da fare da parte dei siti. “Servizio al cliente, logistica e canali alternativi (mobile commerce)” sono i punti individuati da Massimiliano Benedetti di Yoox che online vende in 55 Paesi. “A New York - ha proseguito Benedetti - ci sono siti che consegnano la merce in un'ora”. Un altro mondo rispetto all'Italia dove, si è lamentato Mauro Zerbini di Ibs, “la logistica per le librerie è eccellente, mentre per l'audio-video la situazione è pietosa così come per i videogiochi”. I problemi legislativi e le spese per la logistica che limitano la convenienza dell'offerta online sono le altre questioni che complicano il quadro anche se, secondo Zerbini, le società online hanno un deficit di comunicazione verso i clienti. Una comunicazione che, a sorpresa, potrebbe prendere altre strade molto old economy rispetto al passato. Secondo Emiliano Zani di Saninforma (prodotti parafarmaceutici) oggi la pubblicità online sui grandi portali non offre più gli stessi risultati del passato tanto che Saninfarma si sta orientando verso differenti iniziative promozionali. Un'opinione confermata da Meloni di Expedia.it che, addirittura, sta spostando il budget dall'online alla stampa cartacea.
Il passato a volte ritorna.

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