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Bce, banche eurozona allentano stretta al credito

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Bce, banche eurozona allentano stretta al credito

a cura di Euroreporter.eu

29 Luglio 2009

Nel secondo trimestre del 2009 le banche allentano la stretta del credito per le imprese. A rivelarlo è un’analisi della Banca centrale europea (Bce), il bank lending survey un sondaggio appunto sul credito bancario.  Un ammorbidimento delle relazioni banche-imprese registrato anche dalla Confartigianato di Firenze.

La ricerca è stata effettuata tra il 15 giugno e il 3 luglio in  118 istituti di credito della Zona euro con una percentuale di adesione e di completezza nelle risposte del 100%. Secondo l’istituto di Francoforte si è  più che dimezzata la quota netta di banche che ha riferito inasprimenti sui termini di concessione di credito passando dal 43% del primo trimestre all’attuale 21% e ben lontani, quindi, dai picchi registrati nel terzo e quarto trimestre del 2008 (64%).

“Questi sviluppi”, si legge nel documento della Bce, “confermano una svolta ne ciclo di inasprimento osservato nel sondaggio di aprile, sebbene”, prosegue, “la stretta accumulata nel passato trimestre faccia ancora sentire il suo peso sulla stretta netta agli standard del credito”.  La svolta sarebbe legata soprattutto all’afflusso di denaro che è stato destinato alle banche.  

In particolare l'accesso ai finanziamenti per le stesse banche, quindi la disponibilità di liquidità e il rafforzamento delle patrimonializzazioni degli istituti hanno contribuito a questa attenuazione.  

Operazioni portate avanti con il sostegno della stessa banca centrale europea che, fin dai primi segnali di crisi, ha reagito immettendo liquidità supplementare nella rete bancaria europea e ha ridotto drasticamente i tassi di interesse portandoli all’1%. A contribuire poi sono state anche  le aspettative per le attività economiche generali (46%) e le prospettive dell’industria e delle imprese (47%).

Il documento della Bce rivela una riduzione nella domanda di prestiti da parte delle imprese nel secondo trimestre del 2009, comunque più contenuto rispetto al trimestre precedente.

Questa riduzione della domanda netta sarebbe connessa ad un’inflessione delle domande finanziarie per investimenti fissi e da una contrazione della domanda connessa ad operazioni di corporate restructuring, fusioni e acquisizioni. Allo stesso tempo, la rinegoziazione del debito così come i prestiti da altre banche o non banche tendono a sostenere la domanda netta  dei prestiti aziendali nel secondo trimestre.

Un ammorbidimento dei rapporti tra banche e imprese è stato rilevato anche da un’indagine della Confartigianato di Firenze che registra una riduzione, sul territorio, delle richieste ridimensionate vale a dire: rifiuto della pratica, diminuzione dell'importo concesso rispetto alla richiesta, richiesta di ulteriori garanzie. Sono solo ¼ delle banche del fiorentino a rifiutare i prestiti alle Pmi e agli artigiani, contro 1/3  registrato nel primo trimestre.

Ancora migliori anche i tempi di risposta che passano dai 45-60 giorni dei primi tre mesi del 2009 agli attuali 35-50. Unico problema per l’organizzazione degli artigiani è la qualità del credito sempre più finalizzato a rifondere liquidità nel 61.8% dei casi (57,7% nel primo trimestre 2009) e per investimenti nel restante 38,2% (42,3% nel primo trimestre 2009).

Nello specifico, il 32,9% delle domande riguarda nuovo credito per elasticità di cassa (anticipo fatture, fido di cassa etc), mentre il 28,9% finanziamenti a medio-lungo termine (consolidamento a medio/lungo termine di passività a breve). “Dati che dimostrano”, ha riferito Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Imprese Firenze “un parziale ammorbidimento dei rapporti tra banche e imprese, visto che, a fronte di una crescita (tanto numerica che nella peggiore qualità) della domanda, il mondo bancario sta rispondendo con tempi relativamente più brevi e minore rigidità. E’ un trend che deve continuare ad essere alimentato dalle istituzioni”.

Su questo punto la Bce tranquillizza gli imprenditori.  I trend registrati ad oggi fanno sperare per il meglio. Secondo il documento, infatti, le banche sotto osservazione prevedono ulteriori allentamenti delle condizioni di accesso ai prestiti per le imprese e , in misura più moderata, per le famiglie.

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