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Da Ue microcredito per convertire disoccupati in imprenditori

Campagna di comunicazione UE sulle Pmi

Da Ue microcredito per convertire disoccupati in imprenditori

a cura di Euroreporter.eu

17 Luglio 2009

Convertire i lavoratori disoccupati all'imprenditoria: e' lo scopo del nuovo strumento per  i microcrediti proposto dalla Commissione europea. Le associazioni di categoria plaudono all'iniziativa Ue ma richiedono delle garanzie non troppo onerose in linea con gli obiettivi dell'iniziativa.

Il meccanismo di micro finanza avrà una dotazione iniziale di 100 milioni che potrebbe lievitare  a più di 500 milioni di euro nell'ambito di un'iniziativa congiunta con istituzioni finanziarie internazionali, in particolare il gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI).

"Quest'anno la crisi economica comporterà la perdita di 3,5 milioni di posti di lavoro nell'UE”, ha riferito Vladimír Špidla, commissario responsabile per l'occupazione e gli affari sociali, “la crisi finanziaria ha prosciugato il credito per coloro che desiderano avviare o sviluppare la propria impresa".

Il problema liquidità-imprese è un connubio ormai conosciuto ai più: le banche hanno smesso di prestarsi denaro tra di loro e anche di prestare denaro ai cittadini che esercitano un'attività economica e creano posti di lavoro, vale a dire agli imprenditori.

La parsimonia sui prestiti bancari combinandosi con la crisi economica hanno costretto le imprese a stringere la cinghia  e quindi, spesso, a tagli sul personale.

In questo scenario i fondi messi a disposizione da Bruxelles intendono spianare la strada a chi volesse aprire un'attività. Un bilancio iniziale di 100 milioni di euro dovrebbe mobilitare finanziamenti per un importo di 500 milioni di euro in cooperazione con istituzioni finanziarie internazionali quali il gruppo BEI. Ciò potrebbe tradursi in circa 45 000 prestiti in un periodo massimo di 8 anni.

Inoltre, la possibilità di applicare a questi finanziamenti tassi d'interesse agevolati grazie all'intervento del Fondo sociale europeo faciliterà l'accesso ai finanziamenti.  "Nell'attuale recessione”, ha confermato Spidla, “vogliamo offrire l'opportunità di un nuovo inizio ai disoccupati agevolando l'accesso al credito affinché possano creare o sviluppare nuove imprese. E desideriamo anche aiutare le piccole imprese a svilupparsi ulteriormente a dispetto della crisi. Ciò contribuirà a creare nuovi posti di lavoro. L'UE può recare un effettivo valore aggiunto unendo le forze con il gruppo BEI al fine di dare ai cittadini la possibilità di realizzare il loro sogno di imprenditori”

L'Italia si è già attivata in questo senso con la creazione dell'Ente nazionale per il microcredito: “siamo orgogliosi di poter affermare”, ha riferito Mario Baccini, presidente dell'Ente nazionale per il microcredito, “che il nostro paese è all'avanguardia essendosi già dotato di un organismo, incardinato sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri” che “potrà essere utilizzato come ammortizzatore sociale e allo stesso tempo come volano per la ripresa”. All'iniziativa plaudono anche le associazioni come la Cna che però sottolineano la necessità di concentrarsi sulla questione garanzie, perché l'onere dei prestiti non diluisca le potenzialità positive dell'iniziativa.

Per microcredito si intendono prestiti di valore inferiore a 25 000 euro per aiutare le imprese che danno lavoro a meno di 10 persone (91% di tutte le aziende europee) e le persone disoccupate o inattive che intendono diventare lavoratori autonomi ma non hanno accesso ai tradizionali servizi bancari.

Il 99% delle nuove imprese create in Europa sono micro o piccole attività economiche e un terzo di esse è creato da disoccupati. I micro-imprenditori e gli aspiranti tali dovranno attendere fino al 2010, quando il meccanismo di finanziamento sarà reso operativo a seguito dell'approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio.  

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