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H3C, terza via di 3Com alle reti

Evoluzione del networking

H3C, terza via di 3Com alle reti

Edoardo Accenti, sales manager di 3Com Italia, spiega il virtuoso convergere dei tre brand della società.

Maristella Rizzo

28 Maggio 2009

Una nuova offerta legata al brand H3C arricchisce la strategia di 3Com. H3C è il frutto dell'evoluzione di una joint venture nata nel novembre del 2003 con la cinese Huawei, il cui obiettivo era quello di sviluppare prodotti in Cina in ambito enterprise. A step successivi, di cui l'ultimo nel 2007, 3Com ha acquisito il 100% di H3C.

«Questa è stata una mossa importante - ha affermato Edoardo Accenti, sales manager della società in Italia - perché l'azienda conta oltre 2.500 ingegneri che si occupano dello sviluppo, ingegnerizzazione e produzione di prodotti per la fascia enterprise. Peraltro H3C ha proprio la sua maggior forza in Cina, dove è il primo brand di networking e dove ha già molti casi di successo, dalle Olimpiadi di Pechino alla Banca della Cina, grazie all'offerta di applicazioni enterprise che possono offrire alte performance, integrità e scalabilità».

Con questo annuncio 3Com dichiara di essere presente sul mercato con 3 brand: 3Com che realizza prodotti, soluzioni e tecnologie di networking per le medio-piccole aziende, H3C la cui offerta invece si rivolge al mercato enterprise, mentre TippingPoin è un'altra azienda che è stata acquisita nel 2004 ed è il brand che identifica i prodotti di sicurezza enterprise.

«Tutto ciò che prima era di 3Com in termini di prodotti, soluzioni, partner e canale, viene mantenuto come tale - prosegue Accenti - mentre questo lancio di H3C è un di più che si aggiunge e rappresenta un salto ulteriore verso il mercato delle aziende e dei data center, per i quali abbiamo lanciato la piattaforma di switching espandibile S12500, disponibile dalla metà di quest'anno. Per quanto riguarda l'ambito enterprise, tre sono i pilastri su cui spingiamo: la riduzione del Tco a 360 gradi, inteso sia come acquisizione del prodotto, sia come costo di gestione ridotto, anche dal punto di vista energetico, che in concreto punta ad offrire un'applicazione che permette con un solo pannello di controllo di gestire tutta la rete, per cui il cliente potrà utilizzare meno risorse. Secondo punto: puntare sugli standard aperti, per cui se la rete del cliente è basata su protocolli e interfacce standard, siamo in grado di aiutarlo a migliorare la sua struttura. E i clienti con i quali andiamo a parlare sono già sensibilizzati su questi aspetti. Terzo, customer intimacy, cioè maggior vicinanza alle esigenze dei clienti, che si traduce, dal punto di vista pratico, in attività che vanno dagli eventi all'assunzione di persone qualificate, qualificate per mercati verticali, che saranno l'interfaccia diretta con gli end user».

Tra i recenti annunci di H3C c'è anche quello relativo al lancio del nuovo programma di canale e che riguarda l'apertura a nuovi partner o una maggior qualificazione dei partner già esistenti, a marchio H3C.

«Il nostro è un programma di canale a invito, in quanto facciamo una serie di valutazioni dei partner che includono anche la loro storicità sul mercato enterprise, come pure la capacità organizzativa, tecnica e anche finanziaria, perché alcuni progetti possono richiedere milioni di euro di investimento. Naturalmente l'invito da parte nostra deve anche essere accettato a fronte di una serie di valutazioni che sono reciproche. I partner saranno limitati e non rischieranno di essere sovrapposti sui vari mercati, in modo da non creare concorrenza interna».

Analizzando le principali caratteristiche tecnologiche dei prodotti, Accenti ha sottolineato che la famiglia Switch 12500 di H3C è un prodotto con prestazioni molto elevate per il data center, disponibile in due versioni: chassis a 8 slot e a 18, quest'ultima con una capacità di switching pari a 6,6 Terabit/secondo e una velocità di forwarding di 2,2 miliardi di pacchetti al secondo: il tutto con bassi consumi energetici che comportano un risparmio anche del 50% rispetto ai prodotti oggi sul mercato. Altro aspetto importante, è che sono prodotti già pronti per ospitare le future schede a 40 e 100 Gigabit Ethernet, standard non ancora ratificati, ma il cui comitato è già attivo in merito.

Riguardo al S5800, la novità è che si tratta di una piattaforma di massima flessibilità, che può funzionare sia come stackable che come chassis modulare se è necessario espanderlo. Anche questa linea è basata su standard aperti. Infine l'Intelligent Management Center (Imc) è la piattaforma comune software per poter gestire end to end tutta la rete con una singola applicazione.

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