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A caccia di veterinari da convertire all'It

Un settore ancora poco "coperto" dalla tecnologia informatica

Sabrina Attorrese

Il rapporto tra una "grande" clinica e la tecnologia Tre computer e due stampanti per 14 ...

Su 1.570 iscritti all'ordine dei veterinari di Milano, solo 400 utilizzano la posta elettronica. Non è certo un dato di elevata qualità statistica, ma può dare un'idea del livello o meglio non livello di informatizzazione del mondo dei veterinari.
Un settore, in realtà, potenzialmente interessante, che conta in tutta Italia circa 21mila veterinari di cui 5mila dipendenti del settore pubblico (prevalentemente all'interno delle Asl o dipendenti delle Regioni) e 15mila liberi professionisti, secondo fonti Fnovi (Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani).
Il 70% di questi lavora con animali da compagnia (cani e gatti, per intenderci) presso circa 5.500 ambulatori privati, ma solo il 40% è effettivamente automatizzato. Ce lo racconta Paolo Sonnino, titolare di Tele.Ma.Co, una software house romana produttrice di un programma per la gestione degli ambulatori veterinari denominato Pongo. Secondo Sonnino, il livello di informatizzazione dei circa 2.200 ambulatori automatizzati, la maggior parte dei quali composti da uno o due veterinari, si limita fondamentalmente a una postazione di pc collegato a una stampante, all'utilizzo della posta elettronica e a collegamento a Internet. Un 30%, invece, ha sistemi un po' più sofisticati con la condivisione in rete delle informazioni e più postazioni hardware. "Gli studi più grandi stanno piano piano andando in questa direzione - dice -. Si tratta tuttavia di un mercato che ha una bassa cultura informatica, poco propenso alla spesa in tecnologie e in informatizzazione, ma che richiede in realtà prodotti complessi e completi. Il nostro software è formato sia da una parte contabile/fiscale che richiede la conoscenza della regolamentazione specifica di questo settore, sia da una parte clinica molto ampia e complessa". Per aver un ordine di grandezza, un tipico programma per un medico che ha una specializzazione unica (poniamo la cardiologia) costa mediamente tre-quattro milioni di lire. Il software di Tele.Ma.Co comprende tutte le specializzazioni (cardiologia, radiologia, ortopedia, per citarne alcune) per le diverse specie animali, oltre che la parte contabile e costa meno di 500 euro. "Per questo ci sono poche software house disposte a lavorare con una clientela così difficile - aggiunge Sonnino -. Noi abbiamo iniziato nel '98 e ora siamo ben introdotti. Due veterinari su tre utilizzano Pongo: solo numeri significativi giustificano lo sviluppo e la vendita di programmi a questo settore". Alcuni siti dedicati al mondo dei veterinari offrono la possibilità di scaricare gratuitamente il software "ma non temiamo molto questo genere di concorrenza, poiché si tratta di prodotti qualitativamente inferiori".

Il programma Pongo è stato testato originariamente dall'associazione di categoria e apprezzato per la sua completezza e il basso costo. Gira sia per ambiente Windows che Macintosh ed è arrivato alla versione 6. "L'informatica veterinaria è nata molto tardi - aggiunge Sonnino - e la scarsa alfabetizzazione It del settore certamente non aiuta. Il marketing migliore, per quanto ci riguarda, è stato il passaparola. I veterinari sono in contatto tra loro e sono disposti a investire in un programma per la gestione dell'ambulatorio se sanno che un collega ne ha beneficiato e glielo consiglia. Non facciamo pubblicità del nostro prodotto tramite mailing, né attraverso Internet. Non servono nemmeno venditori che sarebbero troppo onerosi e si otterrebbero più o meno gli stessi risultati di una buona campagna pubblicitaria sulle riviste specializzate. Pongo è infatti pubblicizzato sulle riviste di settore, dove spieghiamo con molta trasparenza il costo del prodotto e quella dell'assistenza. Il veterinario non ha tempo e voglia di documentarsi su qualcosa che non conosce, occorre conquistare la sua fiducia con una comunicazione più diretta possibile".

Tele.Ma.Co vende il software direttamente sia ai liberi professionisti ma anche alle Asl e alle università. In alcuni casi, peraltro piuttosto rari, alcune case farmaceutiche (come Bayer o Novartis) acquistano da Tele.Ma.Co il software per poi offrirlo in omaggio ai veterinari che hanno fatto molti acquisti di medicinali. "Ma ciò accade occasionalmente - spiega il titolare - proprio perché la casa farmaceutica non è in grado di assistere il veterinario su eventuali problemi post vendita e non ama regalare un prodotto che non è in grado di gestire. Va aggiunto che noi abbiamo anche scelto la formula del "soddisfatti o rimborsati". Se entro un mese il cliente non fosse convinto dell'acquisto, ci riporta indietro il prodotto e noi lo rimborsiamo della spesa effettuata. In questo modo abbiamo voluto lanciare un chiaro segnale di fiducia e trasparenza". La software house è stata contatta da alcuni rivenditori di informatica interessati a rivendere il software, "ma bisogna almeno vendere 200 licenze - specifica Sonnino - perché valga la pena di entrare in questo business e i dealer si sono presto resi conto che non riuscivano a raggiungere questi numeri. Inoltre dare supporto post vendita di tipo tecnico non è cosa da poco, data la complessità del programma. Solo chi conosce bene il software e le problematiche connesse alla gestione di uno studio veterinario può offrire questo servizio. Non abbiamo finora trovato nessuno che abbia le competenze adeguate per farlo. Per tutti questi motivi gestiamo sia le vendite, sia l'assistenza direttamente. L'assistenza su Pongo avviene telefonicamente o via e-mail e costa poco più di 50 euro l'anno".

Abbiamo quindi raccolto l'esperienza di liberi professionisti. Da un lato quella di Alberto Galli, socio insieme a un altro veterinario di due ambulatori nella provincia di Bergamo. Dall'altro quella di Vittorio Garbagnoli (vedi articolo nelle pagine seguenti), veterinario di una clinica di Pavia dove fanno riferimento in tutto altri 14 liberi professionisti. "Per quanto ci riguarda - spiega Galli - da un paio d'anni ci siamo attrezzati dal punto di vista informatico utilizzando un pc (portatile) Ibm, una stampante Canon, un fax multifunzione Xerox acquistati da Eurozip, rivenditore di Treviglio (Bg). Al portatile abbiamo poi collegato un'altra macchina che ci consente di effettuare gli elettrocardiogrammi e leggere i risultati direttamente sul pc. Alla stampante, invece, sono collegate altre due macchine per l'ematologia che stampano il resoconto degli esami. Dal punto di vista del software, a parte l'Office di Microsoft (Word e Excel), utilizziamo il software Pongo. Il sistema di gestione ambulatoriale l'abbiamo invece scaricato dal sito della Bayer, dalla sezione dedicata ai prodotti dei veterinari".

Certo è che lo strumento informatico è utile al veterinario per organizzare il proprio ambulatorio nel modo più funzionale possibile. Il veterinario ha bisogno di software che consentano una gestione completa degli animali, delle vaccinazioni e delle schede cliniche, dei certificati medici, dell'archivio farmaci e delle prestazioni. "La parte fiscale amministrativa della nostra attività è utilmente gestita da software di questo tipo - spiega Galli -. Lo strumento informatico sembra invece perdere di senso nel caso, per esempio, della registrazione del carico/scarico dei medicinali che secondo l'attuale legislazione, deve essere scritta a mano su un registro. Questo passaggio al registro è d'obbligo e evidentemente sminuisce l'utilità di una gestione elettronica dei dati".
Presso l'ambulatorio dove lavora Galli fanno riferimento 350/400 animali l'anno. "Ci piacerebbe - prosegue Galli - realizzare anche un sito del nostro ambulatorio, ma non abbiamo tempo da dedicare a queste attività".

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