
Eventi
Alesina e Fitoussi al Sas Forum Italia
12 Ottobre 2006
Il contesto è quello del Sas Forum Italia, una due giorni di incontri, di formazione e di informazione sulla business intelligence e sulle soluzioni Sas.
Un evento che come ha voluto sottolineare Alessandro Zeigner, amministratore delegato di Sas Italia, nella relazione di apertura vuole essere un momento di riflessione e di stimolo per portare le potenziali della business intelligence al centro dell'agenda delle aziende, degli amministratori pubblici e, perché no, anche della politica.
Da qui la scelta di invitare e puntare su due “pezzi da 90” come Alesina e Fitoussi che non si sono sottratti all'impegno di tracciare gli scenari socio economici con i quali dovranno misurarsi le imprese. «Un economista conta oggi su una quantità straordinaria di dati e di informazioni - ha esordito Alesina -, solo per citare qualche esempio si lavora sui dati del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, dell'Ocse. Dati che vanno intrecciati e analizzati unitamente a una miriade di altre fonti come ad esempio le fonti relative al mercato del lavoro o ai singoli mercati. Il vero problema è quello di gestire questa mole immensa di informazioni disponendo di strumenti in grado di metterli in relazione e di proiettarli nel futuro».
«Uso tantissimo i numeri - dichiara Fitoussi - sia per la ricerca ma soprattutto per le previsioni, dove è più massiccio e intenso il bisogno di intelligenza informativa».
Fitoussi tiene inoltre a osservare una distinzione tra «disponibilità delle fonti» e «utilizzo delle fonti» e su questo oggi «l'Europa - sostiene - sconta un importante svantaggio nei confronti degli Usa. Negli Stati Uniti si è diffusa una cultura informativa sostanzialmente aperta volta a rendere disponibili dati e informazioni. Al contrario in Europa persiste una propensione alla “segretezza” e alla burocratizzazione della diffusione delle informazioni».
I filtri della “macchina burocratica europea” secondo Fitoussi rappresentano un limite alla conoscenza dell'economia e del sociale e rischiano di allontanare la “società del sapere” in favore di una “società del potere”. Non è la business intelligence che può “sbloccare” o rimuovere queste barriere polico-culturali, ma può invece essere uno strumento straordinario per accelerare i tempi di analisi di dati e informazioni una volta che sono resi disponibili.
Alesina riflette sul tema dei dati e delle informazioni, intesi come un intreccio sempre più profondo e ricco di economia, sociale, industria, politica, lavoro e riflette sul fatto che indipendentemente dal punto di osservazione o dal modello interpretativo quello che conta è “pensare in chiaro”, rispettando i dati. E in questo senso osserva che: «la matematica aiuta a pensare in chiaro» e la business intelligence è lo strumento che consente di applicare regole e modelli interpretativi rispettando le informazioni.
Un'ultima riflessione è arrivata sul tema della dicotomia tra Europa e Stati Uniti che esprime anche importanti risvolti sul lato dell'economia reale e dell'industria It. «La reattività in Usa - sostiene Fitoussi - è “culturalmente molto alta”, dalla Banca Centrale, al Governo, al sistema delle imprese, alle Istituzioni in genere. In Europa, al contrario - prosegue - i tempi sono inevitabilmente più lunghi e una delle cause da individuare è nel “mito del consenso”, ovvero nella volontà radicata ovunque e comunque di conquistare una base allargata di consenso che costituisce un grande valore in termini assoluti ma che si trasforma in un freno alla conoscenza e al sapere».
Concorda Alesina che sfiora i grandi temi della filosofia politica ricordando come in Europa la conoscenza deve scontrarsi con la dicotomia a livello di politiche economiche tra Stati Nazionali e Istituzioni Centrali, con i primi che hanno la legittimità per prendere decisioni, ma non ne hanno più il potere e le seconde che dispongono appunto del potere senza aver il supporto della legittimità. Anche il dibattito sulla finanziaria attraversa il convegno con Fitoussi e Alesina fortemente scettici sulla scelta politica di introdurre misure fiscali per sostenere la spesa e rientrare nei parametri Ue. Certamente entrambi auspicano un più massiccio utilizzo di business intelligence anche a livello di politica economia in modo da poter prevedere con maggior precisione le conseguenze economiche, sociali e industriali delle scelte politiche che stanno alla base di scelte così importanti come quelle della legge finanziaria.
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