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Formazione

Con metodo e strategia l'e-learning diventa fattore di business

La formazione a distanza, grazie al diffondersi di nuove tecnologie, cambia i propri asset, coinvolgendo diversi attori che devono interagire in base alle competenze. Vista la crescita della domanda anche in Italia, abbiamo dedicato al tema un'intera rubrica.

Laura Zanotti

Tra i temi più caldi dell’anno, l’e-learning è senz’altro uno dei più dibattuti. L’attuale situazione economica sta determinando tagli alle spese e licenziamenti nell’industria tecnologica; ciò nonostante, il settore dell’e-learning sta registrando una crescita rapida e continua.

Secondo Idc, in Europa occidentale il mercato delle soluzioni di e-learning per la formazione aziendale entro il 2004 crescerà del 97,2% (Cagr), diventando il secondo mercato dell’e-learning al mondo, dopo il Nord America. Sempre per quella data, si stima che il trend europeo sfiorerà i 4 miliardi di dollari mentre quello italiano toccherà i 260 miliardi. Questo perché l’e-learning è ormai riconosciuto come un efficace metodo di apprendimento che consente al personale un accesso continuo alla formazione, facilitando, al tempo stesso l’aggiornamento su nuove competenze e il consolidamento di conoscenze già acquisite in un’ottica di patrimonializzazione della conoscenza e di una sua piena condivisione.

Gli esperti ritengono che il futuro della formazione consisterà in un utilizzo combinato di e-learning e di insegnamento tradizionale.

Coniugando i punti di forza di ciascuna delle modalità di apprendimento, è certo che l’e-learning consentirà di attuare processi formativi anche molto complessi.

"La Fad - ha commentato Luciano Beggio, responsabile Area Innovazione e Fad IntesaBci Formazione, di Gruppo Intesa - sconta ancora tutta una serie di difficoltà di fruizione oggettive e soggettive: la lunga abitudine alla formazione in aula, le possibili esperienze negative di Fad attraverso prodotti di prima generazione, un vissuto di formazione autogestita sul posto di lavoro senza organizzazione e legittimazione del momento formativo, la mancanza di una dimensione sociale e di un rapporto emozionale. L’informatica, fino a oggi, è stata utilizzata secondo gli schemi della formazione tradizionale, senza tener conto del fattore esperenziale. Il pc, invece, deve essere utilizzato principalmente per fornire un luogo virtuale, all’interno del quale il discente possa affrontare eventi simulati, potendo sbagliare senza temere conseguenze negative e, quindi, imparando dall’esperienza.

L’inversione di tendenza nel processo di costruzione di un progetto formativo a distanza si focalizza oggi sul concetto del "come" si impara e non sul "che cosa". Il cambiamento del paradigma si fonda sul presupposto che l’apprendimento nasce dall’esperienza: all’informatica il compito di supportarla tramite la tecnica della simulazione. E se è vero che l’apprendimento nasce anche dall’emozione, nel mondo digitale questa viene ricreata attraverso giochi, quiz collettivi e chat. Uno degli elementi più innovativi del training online è il recupero della socialità come elemento coadiuvante all’apprendimento. La devirtualizzazione dell’approccio informatico viene declinata attraverso varie attività di socializzazione in rete quali forum, tutoring, newsgroup, videoconferenze, e-mail, instant messaging e via dicendo. I nuovi e-teacher dovranno avere una certa predisposizione e abilità nel creare comunità di conoscenza, stimolando profonde motivazioni nei propri discenti.

Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie di poter condividere enormi quantità di dati e informazioni aggiornate vanno mediate da figure competenti capaci di essere dei facilitatori e, al contempo, gestori. L’attività di tutoring, infatti, assume una nuova prospettiva professionale: attraverso strumenti adeguati e piattaforme gestionali avanzate, i tutor diventano consulenti, supporter, coordinatori e amministratori del sistema formativo. Il loro intervento non sarà più solo basato sull’erogazione dei contenuti quanto, piuttosto, si distinguerà per la capacità di gestire il processo di apprendimento nella sua globalità, sollecitati da tempistiche di redemption praticamente in real time, stimolati da una disponibilità temporale sincrona e asincrona, supportati da nuovi strumenti di analisi e valutazione.

"Una volta il docente non veniva pagato per il suo lavoro di preparazione ma per le sue prestazioni - spiega Luciano Battezzati, responsabile di sviluppo e-learning di Isvor Fiat -. Oggi le cose sono cambiate perché chi eroga formazione si trova a dover gestire una serie di variabili che ne hanno cambiato profondamente il modus operandi. La nuova domanda di formazione da parte delle aziende si rivolge a un tipo di progettazione, erogazione e gestione coordinata e centralizzata, e questo per un docente significa dover imparare a pensare nella logica di un sistema di formazione continuo e integrato con la realtà lavorativa, che mette in relazione la gestione delle competenze, il knowledge management e un attento monitoraggio di quelle che sono le necessità aziendali. Un altro grosso problema, infatti, è quello di riuscire a far fronte alla rapida obsolescenza dei contenuti: le competenze, infatti, invecchiano precocemente e la richiesta impone una notevole flessibilità di risposta. Per riuscire a governare i processi di formazione la soluzione suggerita dagli esperti è quella di agganciarli ai sistemi di sviluppo delle competenze, personalizzando l’offerta e inserendo la formazione all’interno dei processi aziendali, limitando l’allontanamento dal posto di lavoro. Questi sono i motivi per cui le soluzioni di e-learning stanno affermandosi con successo a ogni livello organizzativo.

"Il contesto è duplice: l’e-learning rappresenta un’opportunità e, al contempo, una necessità - prosegue Battezzati -. Per le grandi aziende la scelta è ormai un dato di fatto mentre da parte delle Pmi c’è molto interesse anche se ci sono resistenze legate ai costi. Una soluzione potrebbe essere quella di passare attraverso le associazioni di categoria.

Riassumendo, la base su cui scegliere quali sono i mix ottimali, quali i percorsi formativi, quali le competenze necessarie all’interno di un’organizzazione deve essere in funzione della strategia di apprendimento che l’organizzazione stessa deve definire attraverso un percorso che parte dall’individuazione delle proprie competenze chiave e indirizzi i vari aspetti di categorizzazione, definizione funzionale, definizione operativa, monitoraggio e controllo. "La strategia formativa non deve essere condizionata da vincoli tecnologici o implementativi legati agli strumenti a supporto della formazione stessa - conclude Giuliano Perego, direttore business unit Internet Media di IntesaBci Formazione -, ma definire i migliori compromessi possibili tra gli aspetti di tempo, costo ed efficacia sulle diverse figure professionali. Un sistema di e-learning adatto a un’organizzazione che vuole gestire seriamente i propri processi formativi, deve essere in grado di supportare diverse metodologie e approcci, permettendo innanzitutto la gestione integrata di tutta la formazione, sia essa interna o esterna al sistema. Inoltre, devono essere consentite diverse modalità di formazione, integrate e mescolate tra loro, secondo la migliore scelta di percorso in funzione dell’obiettivo. Infine, devono essere possibili processi di amministrazione, reporting e pianificazione omogenei e integrati. L’articolazione funzionale del sistema si sviluppa attraverso un componente di gestione dell’intero ambiente che comprende funzioni di controllo e di analisi, di pianificazione del sistema e, soprattutto, di gestione dei contenuti che consentono l’organizzazione del materiale formativo in "oggetti formativi riusabili", che possono essere aggregati e organizzati in lezioni e capitalizzati nel sistema per creare e gestire il repository della conoscenza dell’organizzazione. Il sottosistema di delivery multimediale dei contenuti, invece, deve fornire il supporto per l’erogazione utilizzando l’infrastruttura di rete intranet e Internet dei diversi tipi di lezione: in autroapprendimento, integrando e gestendo i corsi e i materiali spesso già esistenti in forma di Cd Rom o l’erogazione di materiale specificamente sviluppato per Web; in classe virtuale, gestendo servizi di collaborazione multimediale e permettendo di mixare e sincronizzare diversi tipi di flussi (dati, grafica, audio, video) in funzione delle caratteristiche delle lezioni e delle capacità del’infrastruttura disponibile.

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