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Gas: le misure adottate dai Paesi europei senza le le forniture russe - Focus
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 07 gen -L'Italia annuncia di aver adottato misure necessarie a massimizzare le forniture di provenienza da altri paesi come Libia, Algeria, Norvegia, Gran Bretagna e Paesi Bassi, la Germania punta sul gas russo proveniente dalla Bielorussia, mentre l'Ungheria ha limitato a quattro ore i consumi delle imprese. Il blocco delle forniture di gas russo che transita attraverso l'Ucraina ha spinto i paesi europei ad adottare misure urgenti per garantire, anche alla luce delle temperature invernali, l'approvvigionamento di gas, dando priorità alla soddisfazione dei bisogni primari. La Francia, che consuma il 16% di gas russo, terra' in giornata una riunione per monitorare la situazione in presenza dei vertici di Gaz de France. Decisamente esposta la Bulgaria, che dipende al 92% dal gas russo, costretta ad imporre limitazioni orarie ai consumi delle imprese: secondo Bulgargaz il paese puo' assicurare il 25-30% del fabbisogno per soli 110 giorni grazie alle riserve del deposito di Tchiren. In Austria fanno sapere che l'approvvigionamento di gas per imprese e usi domestici e' assicurato per tre mesi grazie alle riserve di 1,7 miliardi di metri cubi, mentre la Repubblica Ceca ha fatto in modo di assicurarsi le forniture di gas norvegese. La Serbia ha orientato la sua produzione locale di 1 milione di metri cubi verso "consumatori prioritari", la Croazia ha fatto sapere che ha disponibilita' per tre settimane e la Grecia sta pensando di ridurre da domenica le forniture alle imprese se non si risolve il blocco dalla Russia. In Polonia il gruppo nazionale del gas Pgnig ha annunciato oggi di aver ridotto l'approvvigionamento di gas a due grandi imprese come Pkn e il gruppo chimico Plulawy, mentre la Slovacchia minaccia di riaprire una centrale nucleare chiusa in seguito agli accordi di ingresso nell'Ue. Infine la Romania ha assicurato di poter "tenere" per circa sei mesi senza nuove forniture dalla Russia, mentre la Bosnia risulta totalmente dipendente dalle importazioni russe e ha messo in atto restrizioni anche sul riscaldamento domestico.
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