
Le novità anticrisi per gli studi di settore
Lo precisa l'Agenzia delle Entrate nella circolare con cui illustra, come ogni anno, le novità introdotte in materia di studi di settore. Tra i temi trattati dalla circolare, riferisce una nota, ci sono anche gli uffici chiamati, "causa crisi", a verificare la sussistenza della pretesa anche con l'ausilio di "ulteriori elementi" rispetto alle risultanze dei parametri. Si affronta poi il tema dei Comuni in campo per l'elaborazione degli studi su base regionale e locale.
Il documento di prassi fa inoltre focus sui nuovi indicatori di normalità economica, che fanno parte integrante della seconda tranche di studi sottoposta a revisione, sui correttivi anti-crisi e sulle novità di modelli e Gerico 2009. In relazione agli studi di settore, la circolare ricorda che a partire dal 2008 l'uso degli studi in sede di controllo è ammesso solo se pubblicati in Gazzetta ufficiale prima della scadenza del periodo d'imposta cui si riferisce l'accertamento.
A partire dal 2009 invece, gli studi devono approdare sulla Gazzetta entro il 30 settembre dell'anno di entrata in vigore. Con la manovra d'estate, ricorda l'Agenzia delle Entrate, è partito il conto alla rovescia per l'elaborazione degli studi di settore su base regionale e locale entro la fine del 2013. La loro predisposizione deve tenere conto delle differenze che possono evidenziarsi a livello territoriale, in termini di prezzi e tariffe, nelle prestazioni di servizi e nelle cessioni di beni, con un occhio di riguardo ai modelli organizzativi che caratterizzano la specifica attività economica.
Inoltre, secondo le linee operative dettate dal decreto del ministero dell'Economia del 19 maggio sul modello della dichiarazione Ici, i Comuni entrano in campo attivamente nella predisposizione dei nuovi studi, sia all'interno della commissione degli esperti che negli osservatori regionali. Altro tema trattato nella circolare è quello relativo ai nuovi indicatori di normalità. Sia per gli studi relativi alle attività professionali, che per quelli d'impresa, sono infatti nati nuovi indicatori definiti con modalità particolarmente strutturate, basate su una approfondita analisi economica che contribuiscono a garantire un grado di precisione della stima dei ricavi o compensi di gran lunga superiore rispetto a quello fornito dagli indicatori approvati nel 2007.
I quattro interventi correttivi, sottoposti al vaglio della commissione degli esperti e introdotti dal decreto del 19 maggio, integrano gli studi di settore, rimodellandoli sulla base dei colpi inferti dalla crisi. La revisione congiunturale degli studi, infatti, li rende sensibili al rialzo dei costi delle materie prime e del carburante, alla presenza di rimanenze di magazzino tendenzialmente più alte per la riduzione delle vendite, al calo dei margini di redditività registrati nelle diverse attività economica.
Infine, l'Agenzia precisa che i risultati degli studi che tengono conto dei correttivi anticrisi si applicano, ai fini dell'accertamento, per il solo periodo d'imposta 2008 e non alle annualità precedenti. Resta comunque ferma, per il contribuente che lo richiede, la possibilità di utilizzo anche per gli anni d'imposta precedenti al 2008 delle risultanze degli studi di settore approvati in evoluzione con decreto del 23 dicembre scorso.
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