
Fisco
P.A.: Camera, intollerabili ritardi pagamenti, Governo provveda
Lo rilevano le commissioni Giustizia e Attivita' produttive della Camera nel documento sulla proposta di direttiva europea sulla lotta contro i ritardi nei pagamenti.
"E' necessario, da parte del Governo, il massimo impegno - aggiungono i deputati - per assicurare, in sede di attuazione della direttiva, l'adozione di tutte le iniziative idonee a ricondurre la situazione ad una condizione fisiologica, o comunque almeno paragonabile a quella che si riscontra in altri Paesi dell'Ue, pur nel rispetto delle compatibilita' finanziarie".
Nel documento approvato ieri nel quale si da' una valutazione positiva sulla proposta europea, si sottolinea che "la questione dei ritardi di pagamento riveste le caratteristiche di vera e propria emergenza nel caso dell'Italia che si contraddistingue, nell'ambito dell'Ue, per la durata particolarmente elevata dei ritardi di pagamento da parte della P.A., soprattutto nel settore della sanita'. L'accumularsi progressivo di debiti delle amministrazioni pubbliche del nostro Paese nei confronti dei propri fornitori risulta inaccettabile anche in considerazione del fatto che le stesse imprese vengono, contestualmente, sollecitate all'adempimento delle proprie obbligazioni tributarie senza potersi avvalere della facolta' di compensare posizioni creditorie e debitorie".
Nella messa a punto della proposta di direttiva a Bruxelles le due Commissioni chiedono inoltre al Governo di "evitare situazioni inique" distinguendo i crediti gia' pendenti da quelli di nuova formazione; di "evitare il rischio di generare sperequazioni" sull'entita' dei risarcimenti da corrispondere ai creditori; e di "valutare se risulti proporzionata l'entita' del risarcimento del 5% prevista dalla direttiva nei confronti dei ritardi di pagamento delle amministrazioni pubbliche, stabilita in misura fissa a prescindere dalla durata del ritardo di pagamento".
Infine, un punto introdotto su proposta del relatore Alessandro Torazzi (Lega), riguarda l'impegno del Governo a porre a livello comunitario la questione della revisione del patto di stabilita' interno. E' l'unico aspetto sul quale il Governo ha espresso "perplessita'" perche', ha spiegato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, non si e' "potuto procedere al necessario confronto con il ministero dell'Economia".
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