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Greenpeace premia Nokia e sgrida Microsoft

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Greenpeace premia Nokia e sgrida Microsoft

L'ultima edizione del rapporto Greenpeace premia l'impegno di Nokia, evidenzia le pecche di Microsoft e punta il dito contro l'iPod.

mtdm

18 Settembre 2008

È stata presentata in questi giorni la nona edizione della Eco-Guida di Greenpeace ai prodotti elettronici. Una guida che premia l’impegno di Nokia e punta l’indice verso Microsoft e Nintendo scivolate in fondo alla classifica.

Importanti, ai fini delle valutazioni di Greenpeace, i materiali utilizzati, le pratiche di ritiro dei prodotti a fine vita, l’efficienza energetica. Su quest’ultimo punto, significativi miglioramenti sono stati registrati sia da Nokia, sia da Apple, Samsung e Sony Ericsson, anche se limitatamente ad alcuni prodotti della loro gamma.

Tra i best performer, si segnala Fujitsu Siemens Computer, che in quindicesima posizione a giugno ora scala fino alla terza, per aver indicato il 2010 come termine ultimo entro il quale eliminare la plastica in PVC e tutti i ritardanti di fiamma a base di bromo dai suoi prodotti.

Ad Apple, maglia nera nelle prime edizioni del report, viene invece riconosciuto l’impegno e si apprezza l’eliminazione di alcune sostanze, mercurio in primis, nella nuova linea di iPod. Negativo resta però il giudizio sulla linea, che dato l'elevato costo di sostituzione della batteria, incoraggia il consumatore a compare un nuovo prodotto.

Ma vediamo in dettaglio la classifica.

In prima posizione, come già specificato, Nokia che raggiunge un punteggio totale pari a 7, recuperando i punti di penalità per le scarse pratiche di ritiro e riciclo dei prodotti in disuso che le erano stati attribuiti nella precedente edizione. Migliora la gestione chimica, migliora la gestione del riciclo in India, migliorano i programmi di ritiro dei prodotti in disuso. Tuttavia, il tasso di riciclo complessivo ammonta al 3-5% e la società deve migliorare su questo punto. Dal punto di vista energetico, la società dichiara nel 2007 che il 25% dell’energia utilizzata derivava da fonti rinnovabili e sancisce l’impegno ad arrivare al 50% entro il 2010. Tutti i caricatori dei suoi cellulari, inoltre, sono in linea con lo standard Energy Star.

Seconda posizione e 5,7 punti per Samsung, della quale si apprezza la buona politica chimica e di gestione dei rifiuti. Da novembre 2007, tutti i nuovi modelli dei pannelli Lcd non sono prodotti con Pvc, tutti i nuovi cellulari sono parzialmente privi di ritardanti di fiamma bromurati e l’azienda ha sviluppato una memory card e semiconduttori per alcune applicazioni privi di alogeni. Buono il punteggio sui rifiuti elettronici, mentre l’utilizzo di plastica riciclata è attualmente al 16,1% con l’obiettivo di arrivare al 25% entro il 2008.

Dell’ascesa di Fujitsu Siemens Computers dalla quindicesima alla terza posizione abbiamo già accennato. Migliorabili restano però i criteri relativi alla gestione dei rifiuti. Massimo punteggio, invece, sul piano energetico grazie al pieno sostegno al taglio obbligatorio delle emissioni di gas serra.

Scende dal primo al quarto posto Sony Ericsson che tuttavia ottiene un punteggio quasi pieno su tutti i criteri Chimici. La società ha un punteggio relativamente buono sui criteri energetici, ma perde quota quando si tratta dei criteri relativi alla gestione dei propri rifiuti elettronici. Riporta un tasso molto basso di riciclo dei prodotti compreso fra 1%-13%.

La quinta posizione è di Sony a pari merito con Sony Ericsson, ma con una politica chimica meno efficace. Buono invece il punteggio per quanto riguarda i rifiuti elettronici, grazie al sostegno alla responsabilità individuale del produttore e per l’adozione di alcuni programmi volontari di ritiro e riciclo dei prodotti e fine vita. Ci sono ancora buoni margini di miglioramento sui criteri energetici.

Recupera bene LG Electronics che sale dalla sedicesima alla sesta posizione grazie ai miglioramenti ottenuti in relazione a rifiuti e energia. A livello globale, il tasso di riciclo per tutte le componenti IT è del 13,2%, mentre quello relativo al consumatore, che include anche i televisori, è del 13,7%.

In settima posizione Toshiba ottiene un buon punteggio sulla chimica grazie suo impegno di trovare alternative più sicure a ftalati, berillio e antimonio entro il 2012. Meno positivo il giudizio sulla gestione dei rifiuti, mentre migliora il punteggio per il sostegno al taglio globale delle emissioni di gas serra.

Non ci sono miglioramenti per Dell, che dunque cade dalla quinta all’ottava posizione. Le si riconosce tuttavia il fatto che oltre il 42% dei laptop e il 57% dei desktop commercializzati a partire dal 20 luglio 2007 sono conformi ai requisiti dettati dallo standard Energy Star, e talora lo eccedono. Inoltre, l’azienda fornisce informazioni sulle emissioni di gas serra dovute alle sue operazioni globali, ottenendo un punto extra per aver verificato le emissioni in tutta la catena.

Ferma in nona posizione, HP migliora i criteri energetici, ma Greenpeace le rimprovera il fatto di non avere ancora sul mercato articoli privi totalmente delle sostanze più pericolose. Sui rifiuti elettronici, HP riporta una percentuale di riuso e riciclo del 15% ma riferito solo ad alcune vendite fatte nel 2007 e afferma di usare solo in parte plastica riciclata. La società ottiene un punto per l’uso di energia rinnovabile pari al 2% del consumo energetico globale e per avere più dell’87% dei Notebook e il 32% dei Desktop conformi alle configurazioni Energy Star.

In undicesima posizione, a pari merito, si trovano Acer e Panasonic. Ad Acer viene riconosciuto l’impegno sul piano chimico di eliminare ftalati, berillio e antimonio in tutti i suoi prodotti a partire dal 2012, anche se l’azienda non ha ancora commercializzato alcun articolo privo di sostanze pericolose. Scarsa in materia di gestione dei rifiuti, Acer ottiene punteggio massimo per il supporto al principio di responsabilità del produttore.
Per quanto riguarda Panasonic, la società migliora i criteri sulla chimica: ha aggiunto sei nuovi gruppi di prodotti alla sua già vasta lista di articoli privi di PVC. Deve però migliorare sul piano dei rifiuti e sui criteri energetici.

Dodicesima posizione per Philips, penalizzata per la lobby contro il principio di responsabilità del produttore condotta durante il processo di revisione della direttiva europea sui rifiuti elettronici (RAEE). L’azienda, va detto, era già stata penalizzata in quanto membro della “Coalizione di produttori di elettronica per il riciclo responsabile”, che promuove le ARF (Advanced Recycling Fees), ovvero tasse per il riciclaggio che dovrebbero essere sostenute dal consumatore (contrariamente a quello che sostiene il principio di responsabilità individuale del produttore).

In tredicesima posizione, Apple non registra miglioramenti rispetto alla precedente edizione del rapporto. Positiva è l’introduzione sul mercato di prodotti con componenti prive di composti ritardanti di fiamma e di plastica in PVC, mentre basso è il punteggio sui criteri energetici, ad eccezione del tasso di riciclo.

Quattordicesima posizione per Lenovo che si merita i suoi 4,1 punti soprattutto per la gestione dei rifiuti elettronici. Bene anche la valutazione relativa ai criteri sulla chimica. L’azienda guadagna un punteggio doppio sull’efficienza energetica per avere tutti i modelli di notebook, desktop and monitor in linea con quanto previsto dallo standard corrente di Energy Star.

La quindicesima posizione tocca a Motorola, che si posiziona abbastanza bene per quanto riguarda le informazioni fornite sulle emissioni di gas serra, che si è impegnata a ridurre,e per l’uso di energia rinnovabile (pari al 5,4% del totale di energia impiegata nel 2007). Qualche nota positiva si registra sul piano chimico e sulla gestione dei rifiuti.

Il sedicesimo posto di Sharp riflette la scarsa informazione sull’adeguamento ai requisiti Energy Star. La società, va detto, ottiene però un buon punteggio grazie alle pratiche e politiche sulla chimica pericolosa. Perde di nuovo punti per la scarsa informazione che fornisce ai clienti su cosa fare con i prodotti in disuso e per l’uso ridotto di plastica riciclata nei suoi articoli.

Basso, 2,2 punti, è il punteggio di Microsoft in diciassettesima posizione. La penalizzazione le deriva soprattutto dallo scarso sostegno alla responsabilità individuale del produttore e alla scarsità di informazioni sugli aspetti energetici.

In coda alla classifica, infine, Nintendo, con un punteggio pari a 0,8 su un massimo di 10 punti. L’azienda non ottiene alcun punto sui criteri relativi alla gestione dei rifiuti, mentre ne acquista sul piano chimico, avendo bandito gli ftalati e monitorando l’uso di antimonio e berillio. Per il PVC, invece, anche se vuole eliminare l’uso di questa plastica, l’azienda non dichiara alcuna specifica scadenza entro cui realizzare questo impegno.

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