
Scenari
I digital native protagonisti della Tv che sarà
A colloquio con Aurelio Severino, director Content & Media di Ericsson: IpTv, piattaforme, standard e nuovi modelli di fruizione.
06 Agosto 2008
È questo il primo distinguo importante che Aurelio Severino, director content e media in Ericsson Italia, fa quando si parla di Tv digitale.
“Col digitale terrestre, - chiarisce subito – di fatto non si fa altro che replicare l’offerta della tv tradizionalmente intesa. Lo stesso si può dire del satellite: non cambia la modalità di fruizione del mezzo televisivo, né l’esperienza dell’utente. Manca, cioè, il canale di ritorno”.
L’IpTv, invece, è destinata a cambiare le abitudini di consumo.
“Siamo in presenza di un mercato ancora troppo immaturo per poter parlare di numeri significativi: si tratta di qualche centinaio di migliaio di utenti in Italia e di circa 15 milioni a livello mondiale. Siamo però in presenza di storie di successo e di dinamiche di crescita particolarmente interessanti., Perché il punto vero è che la personalizzazione è destinata a rivoluzionare il mondo televisivo”.
Per meglio spiegare la visione di Ericsson, Severino cita i dati di una indagine condotta dai Consumer Lab di Ericsson con l’obiettivo di analizzare i comportamenti dei cosiddetti digital native.
“Al compimento del ventunesimo anno di età, il digital native avrà già inviato oltre 250.000 tra sms, mail e messaggi di chat, avrà sperimentato 3.500 ore di social networking e 10.000 ore di utilizzo del telefono cellulare. Siamo di fronte a una generazione di persone abituate a dare per scontato il fatto di essere connesse e destinate a guidare il cambiamento nelle modalità di fruizione della multimedialità”.
Tre sono le direttrici lungo le quali il fenomeno è destinato a indirizzarsi.
“In primo luogo si passerà davvero da fruitori passivi ad attivi, spostando l’asse dal prime time al my time, ovvero all’on demand. Il multidevice è la seconda frontiera, mentre l’obiettivo è arrivare a un’esperienza che coniughi i concetti di rich media, di hig definition e di blended media”.
Ed è sulla strada che conduce a questa nuova frontiera che gli operatori delle telco devono stare attenti a non farsi battere sul tempo dagli altri player interessati a ritagliarsi una fetta della torta.
“Nella gara alla conquista dei digital native il vantaggio delle telco è rappresentato dalla possibilità di offre un vero e proprio bundle di servizi. Possono operare non più in un’ottica di silos separati, ma sposando quello che viene definito comunicazioni unificate, nelle quali alla Tv si associ ad esempio la presenza dei membri della buddy list”.
Severino fa un distinguo importante: Ericsson non parla di unified communication, per lo meno non nel senso inteso da Microsoft, basato essenzialmente su una piattaforma verticale.
“Come Ericsson abbiamo aderito alla proposta dell’Open IpTv Forum, che punta a una piattaforma aperta e standardizzata, che garantisca all’utente l’indipendenza dalla piattaforma e del fornitore. Perché è di questo che il mercato della tv di domani ha bisogno. Di standard, innanzi tutto, e di infrastrutture. Si parla di Ngn, reti di prossima generazione, e noi in Italia siamo parecchio indietro sia per penetrazione sia per tassi di crescita. Gli orizzonti temporali, al momento, da noi sembrano ancora molto lunghi, perché alla fine è il sistema Paese che li impone così”.






