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Tlc: Caio illustra a Romani primi risultati studio su banda larga
L'assenza in molte aree del Paese di una rete di accesso alternativa a quella di Telecom Italia limita la pressione competitiva a investire in nuove tecnologie
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 gen - Oggi Francesco Caio, consulente del Governo italiano per la banda larga, ha illustrato a Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni "i principali elementi che stanno emergendo nel lavoro di ricognizione del settore banda larga svolto in queste ultime settimane". Lo afferma Romani in una nota. "Il lavoro finora svolto - spiega il sottosegretario - ha messo anche in luce alcune differenze strutturali tra il mercato italiano e quello di altri Paesi come Gran Bretagna e Stati Uniti, ed in particolare ha evidenziato come l'assenza in molte aree del Paese di una rete di accesso alternativa a quella dell'incumbent Telecom Italia limiti la pressione competitiva a investire in nuove tecnologie. Pur confermando la capacita' dell'attuale rete in rame a supportare in molte zone la crescita di traffico nei prossimi due-tre anni, questa fase dell'analisi identifica il rischio che, in assenza di un'accelerazione degli investimenti, il Paese si trovi da qui a qualche anno a confrontarsi con una carenza strutturale della rete a banda larga". Il sottosegretario Romani ha apprezzato l'attivita' svolta sino ad ora precisando che "dal lavoro di Caio sta emergendo un disegno strategico di ampio respiro che potrebbe accelerare lo sviluppo di una infrastruttura di avanguardia e proiettare l'Italia verso una posizione di leadership nell'Europa digitale".
In generale "nel corso dell'incontro - continua la nota del Ministero - sono stati focalizzati tre aspetti: innanzitutto l'utilizzo della banda larga, il ritardo nella penetrazione in Italia rispetto ad altri paesi del G7, le prospettive di crescita della domanda legate all'evoluzione di internet come piattaforma di distribuzione dei contenuti. Quindi e' stato affrontato il problema della copertura geografica della rete ed un esame preliminare delle opzioni per ridurre le aree del digital divide geografico attraverso un adeguato mix di tecnologie fisse e radio, confermando la necessita' di un maggior coordinamento, in linea con quanto avviato dal Ministero, tra iniziative centrali e periferiche per ottimizzare l'utilizzo dei fondi pubblici".