
Ibs compra mymovies. Per farne un Youtube d'autore
10 Ottobre 2007
Da tempo leader nell'e-commerce dei libri Ibs punta anche al video e acquisisce il 60% di www.mymovies.it. “Lo scenario sta cambiando - spiega Mauro Zerbini, amministratore delegato di Ibs che nel 2007 registra un fatturato di trenta milioni di euro -. Sono finiti i tempi in cui buona parte della crescita derivava dal traino di Internet; oggi ci vuole una forza di penetrazione maggiore. Anche perché la competizione è cresciuta. Tra poco infatti ci sarà in rete il debutto di Feltrinelli”.
Per questo l'acquisizione di Mymovies è funzionale alla strategia della società di proprietà di Messaggerie Libri che oltre a mantenere la leadership nella vendita di libri punta a entrare nel download di contenuti digitali, non rinunciando a valutare altre acquisizioni o a sviluppare alleanze operative. Con Mymovies Ibs acquista un portale nato nel 2000 che oggi ha 2,3 milioni di utenti unici al mese e quasi 15 milioni di pagine viste per un fatturato di circa 700.000 mila euro. Mymovies si sta cimentando anche nel download di film, una strada che non sembra però far parte, almeno inizialmente delle strategie di Ibs.
“Per il video vedo un futuro più immediato
per lo streaming”, spiega Zerbini che come primo passo intende
lanciare a breve un nuovo progetto per il download musicale. In questo progetto
sarà coinvolto Gianluca Guzzo che per quanto riguarda Mymovies punata a
proseguire l'offerta di contenuti di qualità.
Fino a oggi il sito ha fornito
un database con le recensioni dei più importanti dizionari di cinema come il
Farinotti o il Morandini, la programmazione di oltre tremila sale
cinematografiche in tutta Italia geolocalizzate con la tecnologia di Google,
oltre alle classiche newsletter per gli appassionati e a un magazzino di
duecento titoli per il download solo su pc.
Un'offerta che si arricchirà di contenuti video. “Vogliamo però contenuti controllati. Mymovies deve diventare un serbatoio di video d'autore”, spiega Guzzo che senza nominarlo prospetta una sorta di Youtube, ma con video e trailer ufficiali targati per esempio Rai o Istituto Luce senza dimenticare le opportunità che potrebbero esserci per i giovani registi.
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