Pay per clic: motori vs portali - seconda parte
12 Giugno 2007
Campagne pay per clic nei portali di contenuto
Se attiviamo campagne pay per click sui portali di contenuto bisogna tenere in considerazione il fatto che molto probabilmente l'utente che naviga su tale pagina potrebbe non essere in una fase avanzata del processo d'acquisto. Probabilmente potrebbe essere interessato ai contenuti specifici di quella pagina, e allora possono valere le regole per l'advertising esposte in precedenza se l'inserzionista offre soluzioni o prodotti direttamente correlate ai contenuti informativi di quella pagina.
In realtà, anche se Google permette di fare pubblicità su siti specifici, quando si decide di fare pubblicità nei portali si entra nel circuito Adsense e difficilmente si ha il controllo dei siti su cui compaiono i nostri annunci contestualizzati.
A causa di questa mancanza di controllo è utile prevedere quindi che gli utenti che vedranno la nostra pubblicità probabilmente non sono ancora così interessati ai vostri prodotti e servizi, ma potrebbero esserlo in futuro.
Per tale motivo, le campagne pay per click sui portali di contenuto seguono molto di più le regole dell'advertising tradizionale, utilizzato soprattutto per creare i bisogni e per affermare il brand delle aziende.
Il che significa:
annunci mirati su specifici plus dell'azienda e atti a valorizzarne il brand
utilizzo di elementi per carpire l'attenzione dell'utente (e qui i banner grafici tradizionali funzionano molto bene)
enfatizzazione di elementi di valore che spingano l'utente a cliccare (contenuti, regali, premi, buoni sconto, etc...)
mirare la promozione più a raccoglierei dati degli utenti per vendite future più che a vendere loro qualcosa subito
landing page con obiettivo principale la creazione di una database su cui fare azioni successive di marketing (esempio tramite newsletter).
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