
Al World Business Forum
Bombassei: It vicina ai freni Brembo
27 Ottobre 2006
Quanto parte di Ict c'è nel successo Brembo?
Difficile dirlo. Mi piace parlare di Brembo come di una multinazionale tascabile, ovvero come di una società che in proporzione alle sue dimensioni conta su una straordinaria presenza a livello internazionale, con magazzini, logistica, after market, gestione dei clienti e delle vendite e del supporto. Un sistema di grandissima complessità che sta assieme grazie al determinante supporto dei sistemi informativi.
L'Ict come supporto all'innovazione?
Importante, sia nell'innovazione di processo, sia nell'innovazione di prodotto. Nella prima ci consente di essere più efficienti, di accorciare i tempi di risposta di far girare in modo più produttivo le informazioni. Nel secondo caso è un aiuto prezioso alla progettazione soprattutto, ma anche alle vendite e allo studio dei mercati.
Voi siete stati tra i primi a pubblicare un bilancio dell'Intangibile, per quale ragione e con quali obiettivi?
La ragione è che siamo convinti che l'intangibile sia sempre più un elemento determinante al successo dell'impresa ed è necessario gestirlo e governarlo conoscendone e rispettandone le logiche. L'obiettivo è quello di valorizzarlo. L'intangibile non entra normalmente nei libri contabili ma è importantissimo e siamo convinti che un modo per sancirne l'importanza e per svilupparlo sia quello di “metterlo a bilancio”, di misurarlo, di porsi degli obiettivi anche su questo fronte cercando di raggiungerli con tutte le risorse aziendali. Occorre fare in modo che si consolidi la cultura d'impresa, investendo in talenti, alzando il livello di qualificazione con percorsi di formazione continua, ma anche come l'incoraggiamento della creatività.
Quando siete partiti?
Il nostro primo bilancio dell'intangibile è del 1999 e partiva con l'obiettivo di misurare e sviluppare il capitale intellettuale della nostra impresa. Da allora il capitale intellettuale è diventato sempre più strutturale e oggi l'intangibile è a tutti gli effetti uno strumento di gestione ed sempre più determinante per i processi di innovazione.
E sul tema dell'innovazione Bombassei ha espresso chiaramente la sua posizione al pubblico del World Business Forum: “ in tanti oggi parlano di innovazione, ma ancora pochi oggi la praticano. Noi siamo convinti che la vera innovazione debba essere a 360° e deve fare percepire la cultura del nuovo. Non basta l'invenzione di un nuovo prodotto che pure è importante ma deve essere nuovo anche il modo di proporlo, di relazionarsi con i clienti, di distribuirlo, di vestirlo in modo adeguato. L'innovazione deve estendersi a tutti i componenti tangibili e intangibili di una impresa.
Nel caso di Brembo l'innovazione è il propellente principale di tutte le attività, conta su investimenti pari al 7% del fatturato e si concretizza tra l'altro in 40 brevetti depositati all'anno”.
Ma al di là dell'esperienza Brembo Bombassei disegna la sua visione di innovazione: “Penso a tre grandi assi. Uno basato sull'innovazione radicale, con nuovi prodotti che rivoluzionano il mercato, uno basato sull'innovazione culturale, più esteso e graduale che porta un'azienda ad affermare sul mercato la sua capacità di fare innovazione, che si qualifica nel vissuto pubblico come un'azienda innovativa e infine uno che fa riferimento alla inimitabilità dell'azione di un'azienda, alla sua anima e alla sua capacità di fare cose che nessun altro è in grado di ripetere ”.
Su quest'ultimo asse Bombassei colloca il valore delle persone. "L'anima delle aziende sta nelle persone e la capacità di condurre processi di innovazione sta nella capacità di far crescere talenti e di incoraggiare la loro creatività nei processi creativi e produttivi dell'impresa”.
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