
Analisi di mercato - Indagine Retributiva 2002
Le aziende dell'Ict nostrane assumono, ma formano poco
La prevalenza delle società, che hanno risposto all'Indagine Retributiva - nella quale le tipologie di attività più rappresentative sono, ancora di più rispetto al 2001, distributori e system integrator, ma anche software house e società di consulenza ubicate prevalentemente nel Nord Italia - sono di piccole e medie dimensioni. Nel 55% dei casi, quest'ultime applicano contratti di lavoro del Terziario e rivedono, con una periodicità nel 70% dei casi annua, la propria politica retributiva aziendale, quale segno tangibile dell'altissimo grado di turnover che contraddistingue il mercato in esame e che richiede risposte estremamente elastiche.
E ancora una volta, identici ai dati riportati dodici mesi fa, tra le figure professionali più richieste in ambito It, spiccano, oltre ai già citati analisti programmatori, i responsabili di progetto, gli specialisti di prodotto, gli analisti e i sistemisti esperti. Nel 22,4% dei casi impiegati al III-V° livello, nel 14% quadri, con un livello d'istruzione nel 37,4% dei casi proveniente da diploma tecnico, nel 35,1% da laurea tecnica, e solo nel 2,8% dalla media inferiore. E se le stock options non vengono ritenute dalle aziende, o meglio, dai dipendenti di casa nostra, dei fringe benefits, stupisce che, nel 16% dei casi - sia per i dirigenti, sia per i quadri - lo sia il personal computer portatile. Con una media di oltre 976 euro per prestazione professionale giornaliera, il responsabile di progetto si conferma il professionista tecnologico più pagato, seguito dagli oltre 697 euro riconosciuti come prestazione media giornaliera all'analista esperto e ai 645 del sistemista esperto. La più bassa? Quella del programmatore che, a livello di consulenza giornaliera, può attendersi un compenso medio pari a poco più di 475 euro.
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