Architettura hardware: rightsizing vincente per Magneti Marelli

Grazie alla terza generazione di processori Intel Core i5, all’entry level delle workstation si è preferito optare per il top di gamma della fascia client Hp.

In cerca di un’architettura hardware in grado di supportare le sempre più elevate esigenze di progetto, sviluppo e simulazione in ambito software, Magneti Marelli ha optato per pc desktop Hp di ultima generazione equipaggiati con processori Intel Core i5 e con memorie Ssd.

Ritenuta in grado di competere con le più costose workstation destinate alla progettazione degli apparati, la scelta ha permesso al Gruppo internazionale specializzato nella produzione di sistemi e componenti ad alta tecnologia per autoveicoli di sperimentare una terza fascia di elaboratori in aggiunta a quelli in uso per impiegati e progettisti.

Da qui l’opportunità di dotarsi di “un buon numero” di personal computer veloci, destinati allo sviluppo di software e competitivi a livello di costo.
In questo modo, scalando su macchine equipaggiate con processori Intel Core i5, per la realtà che impiega 37mila addetti in 86 sedi produttive in tutto il mondo, è stato possibile ridurre a una manciata la quarantina di minuti mediamente necessari a un pc da ufficio per la compilazione di un modulo software.

Il software di centraline controllo motore e quadri di bordo viene, infatti, realizzato insieme ai componenti fisici da aziende come Magneti Marelli, che accanto alle workstation destinate a progettazione Cad, simulazioni elettriche
e fluidodinamiche, impiegano centinaia di postazioni di lavoro proprio per mettere a punto le “istruzioni” che fanno funzionare a dovere ogni singolo organo dell’automobile.

Prossimi a un rispamio pari a 5 anni-uomo
Nello specifico, i nuovi personal computer Hp dotati di processore Core i5 implementati nell’ambito del contratto in vigore con l’hardware vendor, hanno mostrato tempi di calcolo e di compilazione dieci volte più veloci rispetto alla media del parco macchine esistente, basato su processori di generazione
precedente.

A oggi, le nuove macchine sono dotate di processori Intel della famiglia Ivy Bridge, in particolare Core i5 3570 con una frequenza di clock di 3,40 GHz, memoria Ram da 8 Gb, disco Ssd e schede di rete da 1 Gb al secondo.

Stando a quanto emerso da un primo calcolo, la velocità di compilazione delle nuove macchine avrebbe già permesso a Magneti Marelli di guadagnare circa 190 ore uomo alla settimana. Le stesse che, moltiplicate per le settimane lavorative in un anno solare, ammonterebbero a 5 anni-uomo risparmiati.
Un tempo prezioso, che i tecnici dello storico brand, sul mercato dal 1919, ora spendono per eseguire test ancora più accurati sui prodotti, per una migliore qualità a vantaggio della clientela.

Rightsizing in vista anche lato server
In futuro, considerati i benchmark e la soddisfazione espressa dai tecnici provenienti da varie aree e dislocati in diverse location, Magneti Marelli conta di adottare architetture più semplici e innovative anche ad altri ambiti di sviluppo.

Come, infatti, sottolineato da Lio Nesti, Ict Chief technology officer, Magneti Marelli, in una nota ufficiale: «L’esperienza ci ha mostrato come un dimensionamento accurato rispetto alle esigenze applicative e un lavoro congiunto tra tecnici utilizzatori e tecnici Ict abbia consentito di guadagnare in agilità e velocità, sfruttando al meglio la curva di maturità delle tecnologie disponibili».

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