Antitrust: rivedere le norme sul diritto d’autore

Nella sua ultima relazione annuale, il presidente Corrado Catricalà presenta le attività degli ultimi dodici mesi e lancia la sfida: adeguare la normativa sul copyright alle innovazioni tecnologiche ed economiche del web.

È stata presentata nella giornata di ieri la relazione annuale dell’Autorità per le Garanzie della Concorrenza e del Mercato.
A fine mandato, la sua nomina scade nel mese di marzo del prossimo anno e di conseguenza questa è la sua ultima relazione, il presidente Corrado Catricalà ha sottolineato come compito dell’Authority sia rimuovere i vincoli normativi e culturali che impediscono il libero esercizio della concorrenza, evidenziando per altro come nel nostro Paese si persistano problemi strutturali che hanno condotto a una severa perdita di competitività del sistema produttivo.

Tra le attività nelle quali l’Agcm si è impegnata nell’ultimo anno, Catricalà ha ricordato l’istruttoria nei confronti di Google ricordando come ”l’Autorità italiana ha indagato, prima di tutte le altre, sulle complesse tematiche oggi all’attenzione della Commissione europea: le misure adottate nel nostro Paese consentono agli editori di selezionare e rimuovere i contenuti presenti su Google News senza per questo essere esclusi dalla più generale visibilità sul motore di ricerca; si possono finalmente conoscere le quote di ripartizione dei ricavi che determinano la remunerazione degli spazi pubblicitari; è stato cancellato il divieto di rilevazione dei click da parte delle imprese che veicolano pubblicità su quella piattaforma”.

Il lavoro sull’affaire Google News è servito in ogni caso da spunto per tornare a riflettere sul diritto d’autore e per chiedere al Parlamento e al Governo la revisione della normativa sul copyright, adeguandola alle innovazioni tecnologiche ed economiche del web.
Nell’intervento di Catricalà si legge testualmente: ” Serve una legge nazionale che definisca un sistema di diritti di proprietà intellettuale in grado di incoraggiare forme di cooperazione tra i titolari dell’esclusiva e i fornitori di servizi innovativi. C’è un oggettivo squilibrio tra il valore che la produzione editoriale genera per il sistema di internet nel suo complesso e i ricavi che gli editori on line sono in grado di percepire”.

Per il presidente dell’Authoruity non deve però trattarsi di una iniziativa condotta a livello nazionale: importante è il raccordo con il piano d’azione dell’Unione Europea presentato il 24 maggio scorso.

L’Authority ha mantenuto un forte focus sull’azione degli ex monopolisti e Catricalà ha ricordato le due contestazioni per presunto abuso di posizione dominante presentate nel corso degli ultimi 12 mesi a Telecom Italia.

Sempre per rimanere in tema di telecomunicazioni, l’Authority sottolinea come ancora vengano messi in atto comportamenti commerciali scorretti in particolare quando si tratta di diritto di recesso dai contratti e di mobilità tra operatori concorrenti. In questo caso, il segnale positivo viene dall’adozione da parte di alcune aziende di un codice di autodisciplina che dovrebbe evitare penalizzazione per i consumatori.

Nel mondo dell’elettronica di consumo, lo scorso anno si è contraddistinto per un’azione condotta dall’Antitrust contro dodici catene di grande distribuzione, perché applicassero il codice del consumo finora ignorato e perché accettassero il principio che il venditore è ”responsabile del buon funzionamento dell’apparecchio, si prende cura della sostituzione o riparazione in tempi certi e ragionevoli e non può più respingere il cliente alla casa produttrice”.
Rigore viene richiesto per gli acquisti effettuati on line e si preparano sanzioni per i merchant che non rispettano il diritto di recesso.

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