Anche Bruxelles contro i videogiochi violenti

L’obiettivo del consiglio dell’Unione europea è di arrivare a una regolamentazione continentale della materia

Tempi duri per i videogiochi. Non bastava l'iniziativa del sottosegretario alla salute Antonio Guidi che propone un bollino per i videogame e la totale esclusione dal mercato per quelli più violenti, adesso anche a Bruxelles è scattato l'allarme contro i titoli un po' troppo "crudi". L'iniziativa è del consiglio Ue per il mercato interno e la protezione dei consumatori, che ha invitato i quindici Paesi dell'Unione europea a creare un "sistema comune chiaro e semplice di classificazione che permetta di valutare esattamente il contenuto dei prodotti".
I ministri puntano a una regolamentazione che limiti la diffusione per fasce d'età, introducendo misure per vietare la vendita e l'utilizzo dei videogiochi con scene violente o oscene da parte dei minori. Per questo il consiglio ha dato incarico alla commissione europea di esaminare le regolamentazioni nazionali, e di consultare le parti interessate - dalle organizzazioni dei consumatori fino ai produttori - per poi dare avvio all'iter normativo destinato a regolamentare la materia a
livello comunitario.

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