
Analisi
All’appello mancano 26 mila imprese
23 Aprile 2012
Secondo la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da InfoCamere, a fare le spese del cattivo inizio d’anno sono state soprattutto le realtà più piccole, in particolare quelle artigiane (che al 31 marzo erano 15.226 in meno rispetto alla fine di dicembre) e quelle situate nel Mezzogiorno (diminuite di 10.491 unità, lo 0,52%, nei primi tre mesi dell’anno).
Parzialmente discordante appare la dinamica dell’universo delle imprese artigiane. Nonostante le 32.965 iscrizioni di questo primo trimestre rappresentino il terzo miglior risultato dal 2001 a oggi, le 48.191 cessazioni avvenute nel periodo costituiscono il record assoluto di default nella serie considerata, superiore persino all’anno “nero” 2009. Il mondo artigiano, dunque, sembra portatore di una voglia di impresa che non demorde nei nuovi tentativi ma, al tempo stesso, di una fortissima difficoltà a far sopravvivere le iniziative esistenti.
Tra le forme giuridiche, l’aggregato che arretra di più è quello delle imprese individuali, diminuito in tre mesi di 30.520 unità (-0,91% contro il -0,57% del 2011), mentre meno significativa è stata la riduzione delle società di persone (3.797 unità, lo 0,33% in meno rispetto a fine dicembre). Gli unici segnali positivi, anche se più attenuati rispetto allo scorso anno, continuano a venire dalle società di capitali, cresciute nei primi tre mesi dell’anno di 6.911 unità (+0,5%), e dalle “altre forme” (1.316 in più, di cui 1.005 cooperative), pari a una crescita dello 0,63%.
Tra
i settori, i saldi negativi più pesanti si registrano in agricoltura (-13.335
unità), nel commercio (-8.671), nelle
costruzioni (-8.328) e nelle attività manifatturiere (-4.929). Col segno
positivo chiudono, invece, le attività immobiliari, quelle professionali e i
servizi alle imprese che, insieme, crescono di 1.655 unità. Saldo positivo
anche per i servizi di alloggio e ristorazione (423 imprese in più), sanità e
assistenza sociale (+250), informazione e comunicazione (+125).
Piccolo “boom”, infine, per il settore dell’energia, dove si sta probabilmente consumando la corsa agli incentivi per la produzione di energia attraverso fonti alternative. Nel trimestre, il bilancio delle imprese è stato positivo per 511 unità in più, corrispondente ad una crescita del 7,6%.
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