Alfresco: le aziende stavano aspettando l’Ecm opensource

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Intervista –

Fra i motivi indicati dal direttore vendite italiano, Alberto Fidanza, la progettualità innovativa e la velocità di deployment: tre mesi per una piattaforma completa.

Alfresco propone una piattaforma opensource, che fa uso di Java, utile a creare infrastrutture di Enterprise content management. Per usarla si parte con una versione a libero accesso, Community. Se si decide di scalarla su tutta l’impresa, si passa a quella Enterprise, pagando per ricevere servizi.

Cerchiamo di chiarire il ruolo di Alfresco in Italia con il direttore vendite Alberto Fidanza.

Si può fare un bilancio qualitativo di due anni di Alfresco?

Siamo soddisfatti a prescindere dai risultati numerici, che sono notevoli. La filiale italiana, fra tutte le startup, è quella che ha performato meglio rispetto al primo anno. Il brand ora è conosciuto a tutto il settore Ecm e al di fuori, ossia sul lato partner e su quello degli utenti. A livello aziendale abbiamo 40 grandi clienti di licenze enterprise.

Come avviene l’ingaggio con i clienti?

Tramite partner, su progetti perimetrati: ora ne abbiamo 12, puntiamo ad averne 20, in linea con la crescita del business. Tramite approccio diretto, con clienti che ci conoscono e che hanno provato la versione community. Comprano da noi la licenza Enterprise e il partner si occupa dell’implementazione.

Per quali progetti si utilizza Alfresco?

È una content platform per far partire progetti freschi, nuovi. La virtù è la rapidità del deployment. Siamo veloci, Un progetto dura tre mesi. Dovesse prenderne sei vuol dire che ha raggiunto tempi biblici.

Con quali competenze?

Con le risorse Java che il mercato ha a disposizione. E sono tante, fresche, innovative. Il valore dell’openness sta proprio nella conoscenza diffusa e sedimentata.

Progetti che vanno sempre a buon fine?

Il tasso di rinnovo dei contratti di licenza e servizio è altissimo.

Come curate i livelli di servizio?

Sono pubblici, sul nostro sito. Abbiamo tre tipi di supporto. Il classico, base, 8×5, Quello mission critical, il 24×7 e quello massimo, che prevede un technical account manager dedicato.

Esisteranno pure delle criticità?

Se ci sono vanno trovate nella profonda conoscenza tecnica necessaria, e di Java, e della piattaforma Alfresco. Il nostro supporto non fa debug, ma si occupa di integrare.

Puntate su social e mobile?

Il social è il nostro modello a tendere, per creare strumenti di collaborazione. Abbiamo già attivato accordi in tal senso. Gli sviluppi mobile spettano ai partner, sono la loro opportunità.

A quali soggetti aziendali vi riferite per proporre la vostra piattaforma?

Sia all’It, sia al business, di varie industry, dalla Pa, centrale e locale di fascia alta, alle telco, dall’insurance al retail.

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