Addio a Symbian?

A distanza di poche settimane l’una dall’altra, Sony Ericcson e Samsung scendono dal carro che pare ora solo trainato da Nokia. Le quote di mercato dei sistemi operativi mobile e le opinioni degli sviluppatori

Il primo stop era arrivato la scorsa settimana da Sony Ericsson: come Motorola tempo fa, anche la società nippo-svedese aveva a fine settembre annunciato l’abbandono della piattaforma Symbian. Una decisione drastica, che trova un’eco importante in questi giorni, con un analogo annuncio da parte di Samsung.

Quando circa un anno fa le prime voci di un possibile abbandono di Symbian avevano cominciato a circolare, Samsung aveva gettato acqua sul fuoco, trincerandosi dietro un senz’altro vago commitment ad un mondo multipiattaforma.

Commitment che però, alla luce delle ultime decisioni, di fatto significa solo Bada, Windows Phone 7 ed Android.

Samsung ha infatti inviato nei giorni scorsi una email a tutti gli sviluppatori registrati alla comunità Symbian annunciando la chiusura entro la fine dell’anno del forum dedicato al sistema operativo, oltre alla rimozione di tutti i contenuti sullo stesso argomento.

Sony Ericsson, dal canto suo, giusto a metà della scorsa settimana aveva annunciato l’abbandono della piattaforma Symbian a favore di Android, considerato più prestazionale. Un impegno non esclusivo, quello annunciato con Google, che lascia strada a possibili ulteriori aperture e, perché no, anche a una eventuale marcia indietro.

Singolare è in effetti il fatto che né Samsung né Sony Ericsson siano uscite dalla Symbian Foundation, della quale continuano a essere membri attivi, se pure a questo punto solo a livello nominale.

Per ora l’unico dato certo è che le defezioni da Symbian sembrano moltiplicarsi, col rischio che Nokia resti l’ultimo baluardo della piattaforma. Non è certo una bella notizia per il nuovo Ceo, Stephen Elop, ex Microsoft chiamato a ridare nuova linfa vitale alla società finlandese.

Cosa pensano gli sviluppatori
Del resto, secondo un’indagine condotta congiuntamente da Idc e Appcelerator su un campione di oltre 2.000 sviluppatori attivi, in tutto il mondo, sul fronte mobile, iOS e Android sono i punti di riferimento.

Il 72% degli interpellati si è detto infatti convinto che per Android le opportunità future siano più solide e che il sistema operativo sia destinato a essere integrato in una gamma di dispositivi decisamente più ampia.

In una prospettiva di lungo termine, il 59% degli sviluppatori è pronto a scommettere su Android, contro il 35% tuttora orientati verso il mondo Apple.

Significativo, secondo Idc, è l’incremento dei consensi su Android in una prospettiva di lungo termine, rispetto a una analoga indagine condotta nel mese di giugno.
In tre mesi Android ha guadagnato qualcosa come 10 punti percentuali.

Apple mantiene invece ancora forti consensi quando si parla di strategie di breve termine: il 74% degli interpellati assegna a iOS la sua preferenza sia in termini di revenue stream, sia in termini di qualità dell’App Store, sia ancora per le funzionalità di ricerca tra le App.

Allo stato attuale, invece, di Android preoccupa la frammentazione, considerata una pecca dall’89% dei rispondenti.

Di Android piace l’apertura (85% dei rispondenti), che di converso è una pecca di Apple.
Il fattore tablet, invece, piace a tutti, anche se i consensi, in questo caso, sono ancora nella maggior parte dei casi per Apple.

Le quote di mercato secondo Gartner
Ma se gli sviluppatori guardano con sempre maggior interesse a all’accoppiata Apple-Android, i numeri sulla diffusione delle piattaforme vedono Symbian in salda prima posizione.

SecondoGartner, entro il 2014 il mercato sarà dominato da Symbian e Android, che insieme varranno il 59,8% del mercato. 

Per Symbian la società di analisi continua a prefigurare un ruolo dominante, sia per la pervasività e i volumi di Nokia, sia per i price point della società sul cosiddetto mass market. Tuttavia, anche se il numero di dispositivi Symbian è destinato a passare da 80,8 milioni di unità del 2009 a 264,3 milioni nel 2014, il market share della piattaforma passerà dal 46,9 al 30,2%. 

Esplosiva sarà invece la crescita di Android: i 6,7 milioni di unità del 2009 sono destinate a salire fino a 259,3 milioni tra quattro anni, e la share, di conseguenza, dovrebbe passare da un evidentemente esiguo 3,9% a un importante 29,6%. 

La crescita, secondo Gartner, sarà guidata dal rilascio di nuovi dispositivi già a partire dalla fine di quest’anno, da parte di player del calibro di Samsung, Sony Ericsson, Motorola, tutti intenzionati a promuovere il sistema operativo nel mercato di massa.

Si ridurrà anche la share di BlackBerry Os, anche se per i dispositivi Rim si parla di una crescita dai 34,3 milioni di fine 2009 ai 102,5 milioni del 2014. La share dovrebbe passare però dal 19,9 all’11,7%. 

E molto relativo sarà anche il miglioramento, sempre in termini di share, di iOs. Per il sistema operativo al cuore degli iPhone si parte da una base di 24,8 milioni di unità, destinata a crescere a 130,3 milioni. La share dovrebbe passare dall’attuale 14,4 al 14,9%. 

Infine penalizzato, sempre in termini di share, sarà Windows Phone. Dall’8,7% garantito dai 15 milioni di unità del 2009, il sistema operativo di Microsoft salirà a 34,4 milioni di dispositivi, ma la share scenderà 3,9%.

E se c’è chi guarda con sempre maggior interesse a Google Android, si registra anche una voce “fuori dal coro”. E’ quella di LG Electronis che ha comunicato l’intenzione di abbandonare lo sviluppo di tablet basato su Android 2.2 “Froyo“. LG ha dichiarato di aver cancellato il progetto, rimandando dunque la prossimo anno il lancio del suo primo tablet.

La società coreana, tuttavia, non sembra chiudere le porte al sistema operativo di Google. Anzi, sostiene di essere in fase di trattativa con il gigante di Mountain View: l’obiettivo è rilasciare un dispositivo basato sulla release più affidabile di Android, che – secondo LG – non è Froyo 2.2. La società non ha reso noti i tempi di rilascio del tablet, mentre è chiaro il suo impegno sul fronte smartphone.

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