Acer va a scuola, ma non da sola

A colloquio con Federico Carozzi, responsabile del programma Acer for Education: quali gli obiettivi, quale il ruolo dei partner.

Obiettivo: mettere a fattor comune esperienze già maturate nei diversi Paesi, prive tuttavia di una strategia unitaria.
Nasce così, dalla consapevolezza che sul mercato Education c'è molto da fare, il progetto Acer for Education.

"Dopo aver analizzato quanto già avviato in Paesi quali il Regno Unito, la Spagna, la Francia, la Grecia - spiega Federico Carozzi, responsabile del progetto nell'area Emea - e il ruolo che Acer si è guadagnata in ciascuno di queste mercati, abbiamo ritenuto importante dar vita a un gruppo di lavoro europeo, il cui compito è da un lato coordinarsi con quelli esistenti in Australia e America, dall'altro farsi attiva con la European School Net, vale a dire l'associazione che riunisce i 31 Ministeri dell'istruzione della Ue".

Per ogni Paese, Acer ha nominato un referente  per il progetto e "anche questo è un approccio abbastanza inconsueto per una realtà come la nostra, focalizzata sulle linee di prodotto, più che sui singoli mercati target".

L'assunto iniziale è importante: le tecnologie ci sono, i prodotti ci sono, manca il contorno.
"Manca cioè quanto serve a inserire la tecnologia nel mondo della scuola. Mi riferisco ai contenuti, certo, ma anche all'approccio didattico. Per questo motivo, nell'ambito del progetto sono coinvolti diversi attori. Sul fronte tecnologico ci sono i fornitori degli strumenti, da Acer con i suoi netbook, notebook e pc server, a Smart con le sue lavagne interattive, mentre dell'aspetto didattico si occupa la European School Net".

Il primo obiettivo concreto è realizzare in ciascuno dei 6 Paesi pilota, tra i quali vi è anche l'Italia, dieci classi complete.
"Ciascun alunno riceverà un netbook, ciascun insegnante, e pensiamo ad almeno 5-6 docenti per ciascuna classe, riceverà un notebook, e ciascuna classe avrà a disposizione un pc server. Smart lavoerà sul fronte delle lavagne interattive, mentre spetta alla European School Net occuparsi della didattica e degli aspetti pedagogici".

Un progetto pilota, dunque, ma destinato ad ampliarsi in tempi molto rapidi, dal momento che dal prossimo mese di settembre le classi coinvolte dovrebbero salire a 50 per ciascun Paese.

Non è dunque un caso che Acer già valuti le evoluzioni ulteriori.
"Il nostro modello di business è interamente basato sulla vendita indiretta. Per questo motivo, abbiamo messo a punto un nuovo Partner program paneuropeo, Partner Education Center, per lavorare sul mondo education. Da parte nostra, oltre all'impegno nel dar vita ad accordi strategici con altri player del comparto per dar vita ad offerte integrate, mettiamo a disposizione strumenti di lavoro importanti, tra i quali un sito dedicato, destinato a fungere da hub informativo per tutti gli attori coinvolti".

Nelle intenzioni di Acer, i partner che potranno accedere al programma dovranno aver già maturato qualche esperienza nel mondo scolastico "perché entrare nella scuola implica un approccio attento, dal momento che non solo le preocedure e i meccanismo di acquisto seguono regole  e tier ben precisi, ma anche perché non possiamo dimenticare che tra gli interlocutori vi sono ragazzi".

Acer non sta pensando a una rete particolarmente estesa di interlocutori: "In Paesi come l'Italia, la Francia, la Spagna potrebbero esserci una trentina di partner attivi, più o meno uno per regione o distretto nelle regioni più piccole, un paio nelle altre".
I partner, attraverso i quali Acer intende accedere i tender governativi sviluppati in tutta Europa, dovranno soprattutto mostrare uno specifico commitment.
"Si tratta di strutturarsi per portare prodotti e servizi, ma anche valutare formule di finanziamento particolari. Ad esempio, a seconda della durata del corso di studi, l'acquisto del pc da parte delle famiglie potrebbe essere finanziato su tre o cinque anni, e potrebbero valutarsi forme di pagamento contestuali all'atto dell'iscrizione alla scuola".

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