Home Prodotti Networking e TLC Cisco: il 5G incorpora i principi di Internet e cloud

Cisco: il 5G incorpora i principi di Internet e cloud

Il passaggio al 5G richiede ovviamente un grosso lavoro di ripensamento delle reti da parte dei provider. Con Paolo Campoli, Head of Global service provider business per il Sud Europa di Cisco, abbiamo cercato di capire da che punti di vista e con quali impatti importanti.

Partiamo dall’inizio: quali benefici principali dovrebbe portare il 5G e per chi?

Il 5G è sempre più considerata la tecnologia di rete mobile pensata per aprire nuove frontiere al business, in quanto fattore abilitante dell’industria IoT e più in generale della digital transformation, con impatto notevole nell’operatività contingente di chi fa impresa.
Il 5G offrirà un portafoglio di opzioni di accesso radio, spaziando da connessioni che consumano pochissima energia negli oggetti connessi IoT a connessioni ad altissima velocità e bassa latenza. Il tutto in ambiente dove le funzioni cloud vengono spinte molto vicino ai terminali, in modo da elaborare i dati e rispondere in tempo reale, come richiesto dalla realtà virtuale o dalle self-driving car, per esempio.

Per chi fa impresa, questo significa poter disporre di un tessuto connettivo di networking e potenza di calcolo in modo fluido. Pensando a qualche esempio concreto, per la piccola e media impresa ciò significa poter creare servizi digitali in mobilità, per chi fa design di offrire ai propri art director la prototipazione di ambienti in realtà virtuale da condividere immediatamente coi clienti, a chi si occupa di sicurezza del territorio di fornire e consumare informazioni geo-referenziate ovunque ed senza vincoli di velocità.

Le classi di "use case" del 5G secondo Ofcom
Le classi di “use case” del 5G secondo Ofcom

In altri termini, se la Rete è presente con intelligenza distribuita ed alto livello di automazione, il 5G fornisce il modo migliore per sfruttare questo tessuto connettivo in mobilità, a tutto vantaggio delle nuove applicazioni, delle persone e dei processi.

Al 5G ci stiamo avvicinando, ma cosa troveremo prima di arrivarci?

Oggi Internet sta vivendo un momento scandito da passaggi fondamentali e quanto mai evidenti. Una storia che ha visto la creazione e il consolidamento di Internet, durata fino alla fine degli anni Novanta, alla costruzione sopra Internet, che ha inaugurato l’era degli Over-the-top in cui viviamo ancora oggi. Davanti a noi si presenta ora la necessità di fare embedding, cioè di inserire i principi consolidati di Internet e del cloud in tutte le attività e i processi produttivi. Prima “build the network”, poi “build over the network” e ora “build into the network”. A questa catena corrisponde uno spostamento del valore che è passato dalla connettività all’engagement, e dall’engagement ai dati correlati.

Per quanto riguarda le reti 5G, anche le nostre previsioni confermano quanto affermato da altri esperti del settore. La realizzazione delle prime reti 5G su larga scala sarà intorno al 2020 e queste reti “futuristiche” nel 2021 si saranno già conquistate una fetta dell’1,5 percento del traffico mobile totale. Nel nostro Paese, entro il 2021, in media, la connessione 5G genererà 19,5 GB di traffico al mese, a rappresentare più del quadruplo rispetto alla connessione 4G nel medesimo arco temporale.

Quale sarà l’impatto del 5G sulle infrastrutture di rete aziendale?

Il 5G si baserà su un insieme diversificato di tecnologie di accesso radio, in modo differente dai precedenti passaggi generazionali delle reti cellulari (2G, 3G e 4G), quando le nuove tecnologie di accesso radio si sono sostituite a quella precedente. Si tratta di standard e tecnologie in fase di sviluppo e sono suscettibili di includere sia un’evoluzione delle tecnologie radio esistenti, oltre a nuove.

La coesistenza delle reti nello scenario 5G (Ofcom)
La coesistenza delle reti nello scenario 5G (Ofcom)

Quando si progettano questi sistemi radio ci si focalizza sempre più sui cosiddetti “use-case”, ovvero le offerte al mercato che si pensa potranno realizzare tramite 5G. La serie diversificata di servizi e applicazioni 5G richiederà un insieme bande di frequenza e tecnologie di accesso radio diverse e coesistenti. Il potenziale di innovazione è enorme ma la sfida è duplice: come creare valore con la tecnologia 5G, per non farne semplicemente un 4G più veloce, e quali tappe intermedie percorrere per arrivare al 5G con terminali, reti e sistemi pronti a massimizzare l’esperienza d’utente e l’efficacia della applicazioni?

Il 5G richiede la sostituzione di dispositivi e aggiornamenti software: quanto peserà questa evoluzione e a chi toccherà principalmente?

Certamente il 5G sarà un’importante evoluzione della rete mobile trainata dalla crescita degli oggetti connessi. Nel frattempo, ci sono domande legittime che devono ancora essere risolte. Ci sono standard e ostacoli normativi che dovranno essere affrontati per molte applicazioni dell’internet degli oggetti, a partire dalle tempistiche sull’effettiva disponibilità delle reti 5G (prima o dopo il 2020), il tutto mentre si conferma urgente la richiesta e la necessità di una connettività mobile davvero onnipresente e affidabile.

Per supportare le novità introdotte dalle connessioni 5G sarà necessario automatizzare la creazione dei servizi di rete, tarandoli in fase di progettazione sulle richieste dei servizi web. Pensiamo, ad esempio alla capacità di creare servizi di rete che possano essere accesi e spenti in modo dinamico ed offrano l’intelligenza richiesta a supporto della sicurezza e delle applicazioni.

5gUn elevato livello di cybersecurity non è una facoltà, bensì un obbligo. L’Internet of Things porterà in rete una quantità gigantesca di oggetti IP che, per la loro natura di essere sempre connessi, potranno essere dei bersagli o addirittura essi stessi sorgenti di attacchi. Più connettiamo “cose” e “smart object” più dobbiamo dedicare attenzione alla sicurezza. Ma bisogna farlo in fase di progettazione delle reti e analizzando sintomi e segnali ai bordi della rete, identificando i prodromi di potenziali attacchi massicci e rendendo la rete automaticamente protetta.

Quali competenze servono nell’evoluzione al 5G? Come si reperiscono?

Crediamo molto nella collaborazione e nell’integrazione con terze parti. In collaborazione con Ericsson, Intel e altri big della mobility, all’interno del Verizon 5G Technology Forum abbiamo già da tempo avviato progetti e collaborato a soluzioni con l’obiettivo di accelerare la diffusione dello standard 5G: un esempio concreto di come la collaborazione sia in grado di promuovere l’innovazione 5G attraverso lo sviluppo e il test delle tecnologie.

Qualche esempio di cosa state facendo in questa fase e con chi?

Al MWC di quest’anno abbiamo annunciato ulteriori passi avanti verso il 5G e nella nostra collaborazione con Verizon per aiutare i nostri clienti a creare ambienti 5G-ready. Abbiamo annunciato una realizzazione pre-commerciale che dispone di un nucleo basato su Packet Core nativo Cloud e 5G-ready utilizzando la Service Platform ULTRA di Cisco. Ultra rende disponibili funzionalità 5G, come ad esempio quella CUPS (control and user plane separation) e lo “slicing” della rete, dove ogni cliente o applicazione verticale gode di una “slice” di rete e di controllo dedicato, a tutto vantaggio della programmabilità della rete, della sicurezza e delle prestazioni. Gli operatori possono trarre vantaggio da queste funzionalità senza dover aspettare le piene potenzialità del 5G.

Col resto dell’industria, degli enti di ricerca e lavorando con le startup, stiamo creando un’architettura centrata su 5G per la digitalizzazione e una strategia che renda facile semplificare, automatizzare e virtualizzare i flussi di lavoro dinamici di oggi. E, anche se la piena standardizzazione 5G non sarà reale prima di un paio d’anni, noi siamo al lavoro per accelerare i tempi.

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